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04/05/2021

Mettiamola così: e ora che la luna di miele con Ma…

La Provincia Pavese - bruno manfellotto

Mettiamola così: e ora che la luna di miele con Mario Draghi volge al termine? In altre parole: fintanto che la missione del governo è vaccinazioni a tappeto, e approvazione del piano italo-europeo (Pnrr) che porterà con sé una pioggia di 241 miliardi di euro, era scontato che intorno al premier si formasse una larghissima maggioranza. Perfino Giorgia Meloni, indomita paladina dell'opposizione, ha scelto di astenersi in Parlamento per non sembrare contraria alla valanga di denaro in arrivo. Ma ora tutto cambia, si entra nel dettaglio, bisognerà scegliere e schierarsi e l'anima profonda (il proprio elettorato di riferimento) inevitabilmente tornerà a farsi largo. Con tutti i rischi connessi.Le scadenze più calde sono tre. Vicinissime. La prima riguarda i 130 progetti con i quali spendere i miliardi del Recovery. Definiti i sei capitoli del piano, adesso si parlerà nel merito dei singoli investimenti e ciò chiama in causa ministeri, regioni, cabine di regia, tecnici e politici. Ognuno vorrà dire la sua, interloquire ed emendare. Magari frenare. E infatti Draghi paventa «l'inerzia istituzionale», la palla al piede della pubblica amministrazione oberata da «una stratificazione normativa di trent'anni». E bisogna pure fare presto, molto presto se si vuole incassare subito, in estate, la prima tranche dei fondi europei.Poi toccherà alle riforme, sulle quali l'Ue insiste e sulle quali Draghi (con l'Italia) rischia la faccia. Il solo elenco fra tremare le vene e i polsi: la giustizia; la semplificazione normativa; la concorrenza; il codice degli appalti