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25/03/2020

Metrò, la carta della sindaca per accelerare l’avvio dei lavori

La Repubblica - di Diego Longhin

Appendino punta a farsi nominare commissaria dal governo: unica soluzione per rilanciare Torino Se la richiesta sarà accolta, dovrà poi trovare un privato che costruisca la linea due e la gestisca Lorusso (Pd): "Prendiamo atto con favore del cambio di rotta del M5s dopo aver a lungo frenato"
Per ripartire Torino ha bisogno della linea due della metropolitana. La sindaca Chiara Appendino lo sa e l'unico modo per evitare che il progetto si areni e che il motore della città non si rimetta in moto è l'inserimento del metrò due tra le opere rilevanti di interesse strategico. e di diventarne commissario straordinario. Insomma, il modello "Genova" - quello con cui si realizza in tempi record il Ponte Morandi - per la linea che deve collegare Mirafiori Sud con Barriera di Milano, passando dal centro e incrociando la linea 1 a Porta Nuova: ingenti finanziamenti pubblici e procedure più snelle per aprire i cantieri il prima possibile. Appendino apre anche ai privati, o meglio al partenariato pubblico-privato, che non ha mai convinto però i 5 Stelle. Ieri Appendino ha girato una nota, messa a punto dai tecnici, ad iniziare dal segretario generale Mario Spoto che pare il regista dell'operazione metro 2, al presidente della Sala Rossa Francesco Sicari. Nota che dovrebbe servire per una discussione politica tra maggioranza e opposizione sul futuro della linea e su quale strada intraprenderla per realizzarla. Due paginette che seguono una riunione con i capigruppo che la sindaca è riuscita ad organizzare la scorsa settimane, nel pieno dell'emergenza Covid. Appendino non vuole perdere il treno delle opportunità che ci apriranno dopo che l'emergenza sarà terminata. Per farlo è disposta a superare anche il tabù pentastellato del privato, sfruttando la possibilità concessa grazie all'inserimento dell'opera in uno dei prossimi decreti per superare il tetto del 49 per cento. Per ora il governo ha promesso 828 milioni per finanziare un'opera da 5 miliardi.
«Si consente, anche solo per alcune tipologie di opere di rilievo strategico, un rapporto che potrebbe essere ipotizzato al 60 per cento», si legge nella nota. La Città cioè avrebbe la maggioranza e individuerebbe un partner privato in grado di compartecipare finanziariamente all'opera e alla gestione (mettendo nell'angolo InfraTo anche per la realizzazione) pur rimanendo in minoranza. E poi ci sarebbe la garanzia della sindaca (e di quelli che verranno) come commissaria straodinaria. Basterà ai 5 Stelle? In molti si stanno chiedendo: «Ma quale privato è disposto a mettere i soldi e essere minoranza?». Qualcuno forse ci sarebbe, soprattutto perchè si prenderebbe non solo la gestione, ma la realizzazione del sistema metro 2, magari sulla scorta di un sistema chiuso come quello della linea uno. Il Pd con Stefano Lo Russo, ricevuta la nota, chiede un approfondimento: «Ci sorprende la scelta dei tempi rispetto ad una discussione così importante, nel pieno dell'emergenza virus. Nel merito prendiamo atto con favore del cambio di rotta del M5S sull'opportunità di procedere spediti dopo aver di fatto rallentato per anni il progetto. E attendiamo di conoscere le modalità di deroga al codice appalti che la Sindaca si augura il Parlamento approvi e anche quale idea ha l'amministrazione del coinvolgimento del privato, ipotesi finora sempre esclusa dalla maggioranza pentastellata».

Foto: kLa mossa La sindaca Chiara Appendino vuole accelerare l'iter sul metrò