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25/06/2020

Metro e tangenti, Milano torna al passato*

QN - Il Resto del Carlino - Mario Consani MILANO

Appalti pilotati, 13 arresti: al centro del sistema un manager dell'Atm. Al telefono ironizzava: «Vorrei farmi un conto gabbietta»
Per ora è andata allo stesso modo. «Vorrei farmi un conto gabbietta», ironizzava al telefono Paolo Bellini, 54enne dirigente Atm, l'azienda trasporti milanesi, da ieri in carcere per corruzione. Stessa sorte era toccata al titolare dell'originario 'conto gabbietta' cui alludeva il manager, quel Primo Greganti 'compagno G.', cassiere del Pci-Pds che quasi 30 anni fa in piena Tangentopoli restò dentro 3 mesi senza aprir bocca sul destinatario finale di una mazzetta da 600 milioni di allora versati dal gruppo Ferruzzi e finita su quel conto. I soldi che avrebbe intascato Bellini dalle imprese aggiudicatarie di lavori Atm, invece, secondo l'accusa sarebbero proprio per lui. Otto appalti per l'innovazione e la manutenzione della metropolitana di Milano pilotati attraverso un giro di tangenti. È l'inchiesta che ieri ha portato 12 persone in carcere e una ai domiciliari (una trentina in tutto gli indagati tra cui 8 società) e prodotto una raffica di perquisizioni condotte dagli uomini della Finanza con sequestri di documenti amministrativi e contabili negli uffici Atm e nelle sedi delle varie società coinvolte in mezza Italia, tra le province di Milano, Monza, Savona, Lodi, Parma, Reggio Emilia, Bologna, Firenze, Latina, Caserta, Napoli, Salerno, Benevento, Pescara e LE INDAGINI Chieti. Le manette sono scattate ai polsi di imprenditori e manager di alcune società fornitrici di Atm, mentre la municipalizzata milanese risulta 'parte lesa'. Tutti accusati a vario titolo di associazione a delinquere, corruzione, turbativa d'asta, peculato, abuso d'ufficio e falsi in atti pubblici. Bellini, il personaggio chiave, è in azienda da 30 anni e da tempo è a capo dell'Unità amministrativa tecnica sugli impianti di segnalamento e automazione delle 4 linee di metrò della città. Un pubblico ufficiale che, scrive il gip Lorenza Pasquinelli, agiva con un unico obiettivo: «Trarre da ogni appalto una fonte di arricchimento personale». Al punto da aver architettato quello che gli inquirenti, negli atti di indagine, definiscono 'metodo Bellini'. Un sistema collaudato, il suo: il manager proponeva alle imprese interessate a partecipare alle gare d'appalto lanciate da Atm un servizio di consulenza «sotto forma di fornitura di materiale e informazioni privilegiate, trafugate dalla stazione appaltante» garantendo «perfino la supervisione e la correzione delle bozze dell'offerta». Poi forniva alle società in gara «l'indicazione precisa delle percentuali al ribasso da offrire ad Atm al fine di prevalere sulle aziende concorrenti». Un 'metodo' che ruotava attorno a due società che in modo occulto guidava personalmente - la Ivm e poi la Mad System - alle quali andavano necessariamente i subappalti da chi lui aveva aiutato a vincere la commessa. Secondo il pm Giovanni Polizzi e il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, il dirigente Atm avrebbe ricevuto «promesse o dazioni di denaro pari a oltre 125 mila euro oltre a diverse utilità quali prestazioni di servizi e benefit vari», comprese due bottiglie di prezioso aceto balsamico di Modena. La sua, sottolinea ancora il giudice milanese, era una «gestione personale e padronale» di tutti i «lavori pubblici affidati al suo controllo». «Un quadro estremamente preoccupante - aggiunge il gip - delle modalità con cui vengono gestite le gare ad evidenza pubblica indette da Atm».

L'INCHIESTA

Otto le società nel mirino dei pm

Una trentina gli indagati Sotto la lente gli incidenti con le frenate d'emergenza 1Le ordinanze Tredici persone sono state arrestate per presunte tangenti e appalti truccati per la metro a Milano Al centro dell'inchiesta della Procura ci sono 8 appalti da 150 milioni di euro Tra gli arrestati Paolo Bellini, dirigente dell'Atm ( foto ) 2Le accuse Una trentina gli indagati (tra cui otto società). Associazione per delinquere, corruzione, turbativa d'asta, peculato, abuso d'ufficio e falso in atti pubblici: queste le accuse Tra gli arrestati anche due manager di Alstom Ferroviaria e uno di Siemens Mobility 3La linea rossa Raccolti anche elementi su un «episodio di corruzione» del 2006 per «l'assegnazione dell'appalto relativo al sistema di segnalamento» della linea M1, la 'rossa', «nel cui contesto sono emerse le recenti criticità» (frenate brusche d'emergenza)»

Foto: Una linea della metropolitana di Milano coi passeggeri in attesa (foto d'archivio)


Foto: Il gip: «Preoccupante la gestione delle gare» E la Guardia di finanza sequestra documenti anche in Toscana ed Emilia-Romagna