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25/06/2020

«Metodica alterazione delle gare Atm»

Avvenire - DAVIDE RE

Il procuratore Francesco Greco: un sistema creato per interferire nell'assegnazione e nella esecuzione degli appalti Il sindaco Sala: qualche disonesto mette a repentaglio il lavoro fatto da una intera azienda. Opposizioni all'attacco Salvini: mi aspetto parole chiare ed inequivocabili dal primo cittadino Giana (Atm): niente legami con le brusche frenate sulla linea 1
A ppalti truccati per le forniture delle metropolitane milanesi. A scuotere il giugno meneghino, agitando pure il fantasma di "Mani pulite", arriva l'inchiesta della Procura su un presunto giro di mazzette e appalti truccati all'interno dell'Atm, l'azienda dei trasporti del Comune. Tredici le persone finite in manette, una ai domiciliari, con l'accusa di associazione per delinquere, corruzione, turbativa d'asta, peculato, abuso d'ufficio (altro servizio a pagina 15 ndr. ). Decine i presunti episodi di corruzione contestati in partico lare nel settore degli appalti per l'innovazione e manutenzione delle metropolitane cittadine. Le indagini hanno riguardato in totale 30 persone e 8 società: sotto la lente 8 gare d'appalto per un importo complessivo di 150 milioni. Tra ottobre 2018 e luglio 2019 sono state «registrate promesse e dazioni di denaro» pari a oltre 125 mila euro, oltre a diversi benefit e oltre, ovviamente, all'aggiudicazione degli appalti stessi. Una vicenda che ovviamente ha avuto subito un seguito di tipo politico. «È sconfortante scoprire che mentre tutti si impegnano e lavorano per il bene della comunità, qualche disonesto mette a repentaglio il lavoro fatto da una intera azienda», ha detto il sindaco Beppe Sala ricordando che Atm è un'eccellenza milanese «e il suo lavoro non deve e non sarà infangato dalle malefatte di pochi». Atm ha subito sospeso i dipendenti sotto indagine, provvedimenti che da subito sono stati reclamati da Sala, anche per placare le polemiche che da Matteo Salvini a Giorgia Meloni stanno arrivando sulla gestione del Comune. «Mi aspetto parole chiare e inequivocabili dal sindaco Beppe Sala e dai vertici dell'azienda nominati dalla giunta di centrosinistra», ha detto capo della Lega mentre da Regione Lombardia l'assessore alla Sicurezza, polizia locale ed immigrazione, Riccardo De Corato, ha ricordato che «Tangentopoli iniziò con le stesse mazzette» e ha chiesto un cambio ai vertici di Atm. Accanto a parecchi manager di imprese fornitrici, due degli arrestati sono dirigenti dell'Atm: Stefano Crippa e Paolo Bellini, responsabile dell'Unità amministrativa tecnica complessa sugli impianti di segnalamento e automazione delle Linea metropolitana 1,2,3 e 5, che secondo i pm è la figura centrale dell'indagine. L'inchiesta infatti, ha spiegato il procur atore di Milano Francesco Greco, ha accertato «l'esistenza di un sistema di metodica alterazione di gare ad evidenza pubblica indette da Atm spa gravitante attorno alla figura» di Paolo Bellini e «alle società Ivm srl e Mad System srl», «occultamente create» da Bellini per «interferire nell'assegnazione ed esecuzione degli appalti». Nel marzo 2019 Bellini si interessava anche dell'esecuzione di lavori per la «eliminazione delle porte di banchina», da affidare ad una società a lui riconducibile, per il problema delle «frenate». Ma su una possibile correlazione tra cattiva manutenzione e il problema delle frenate è arrivata la smentita del direttore generale di Atm Arrigo Giana: «A oggi per quello che abbiamo letto non abbiamo trovato nelle carte una correlazione diretta tra le frenate e i fatti spiacevoli dell'inchiesta emersa. Il tema delle frenate sino ad oggi a noi non risulta, è un tema che abbiamo affrontato da un punto di vista tecnico».