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10/06/2020

«Messi insieme 90 soggetti Sfida nuova»

Eco di Bergamo

Il bando «Nuove economie di comunità» ha mosso 200 soggetti (tra associazioni, enti locali, parrocchie, attività commerciali) uniti in 30 progetti per cercare di cambiare, in meglio, la propria comunità. Alla fine, Fondazione istituti educativi ha dovuto fare una selezione, premiando i 10 progetti migliori, 90 realtà che nei prossimi 2 anni (durata media dei progetti) porteranno avanti grandi sfide. Comun denominatore, la volontà di diffondere una cultura dell'integrazione per il miglioramento della convivenza civile, valorizzare le risorse ambientali locali e la filiera corta, promuovere un'economia sociale e solidale. «Il bando "Nuove economie di comunità" - commenta Luigi Sorzi, presidente della Fondazione - ha inteso premiare i progetti che avessero come obiettivo azioni di sistema nell'ambito dell'economia sociale e solidale, capaci di innovare e generare valore in termini educativi, sociali e occupazionali. I 10 premiati hanno fatto un evidente sforzo di visione prospettica, inclusione e partenariato. Avevamo messo a disposizione 500 mila euro e sono arrivate richieste per 2 milioni di euro. I progetti non ammessi rimangono a disposizione delle istituzioni, affinché si trovi il modo di dare attuazione a tutte le volontà territoriali, in un momento difficile per l'economia in Bergamasca». Il consigliere della Fondazione Matteo Rossi sottolinea il filo conduttore che lega i diversi progetti: «Tenere insieme la questione ambientale e sociale come due facce della stessa medaglia, come indicato dalla Laudato Si' di Papa Francesco. E poi investire sulle scuole, perché lì è nata la generazione "Fridays for future". Il bando ha centrato alcune questioni aperte: riconoscere come beni comuni territoriali le reti dell'economia sociale e solidale, allargarle e strutturarle, rafforzare l'alleanza tra consumatori e produttori investendo sulla parte commerciale e logistica anche attraverso le nuove tecnologie, aumentare la consapevolezza politica di ogni piccola scelta che i cittadini possono fare». • Dia. No.