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21/05/2020

Merola è a un bivio “Disciplina o chiusura”

La Repubblica - Andrea Chiarini

Intervista al sindaco dopo la fine del lockdown: "Ma scommetto sui giovani, più saranno prudenti, più saranno liberi" "Conte non può dimenticare i Comuni. Il pregio del governo? La sua debolezza"
● alle pagine 2 e 3 Movida, assembramenti senza mascherine, tavolini troppo vicini ai bar. Sindaco Virginio Merola, non ci stiamo rilassando troppo? «Stiamo correndo un rischio con le aperture, lo sappiamo, ma questo non è il "liberi tutti" sia chiaro, perché l'emergenza non è ancora finita. Al primo focolaio di contagio si torna a chiudere, come è stato fatto a Medicina. La paura ci serve ancora, a praticare la distanza e soprattutto a indossare la mascherina». Lei ha scritto una lettera-appello ai giovani. Alcuni locali del Pratello chiudono per protesta. La movida è già iniziata...
«Sì, dobbiamo contare sulla responsabilità, anche nella movida. Noi faremo tutti i controlli del caso e sanzioneremo i locali che non rispettano le norme di sicurezza. Ma più saremo prudenti, più saremo tutti più sicuri e liberi. Arriverà l'App per il tracciamento, purtroppo siamo già in ritardo, e si rafforzerà ancora di più la capacità di fare i tamponi. Ma i giovani devono prendere in mano il destino di questa città. Devono essere loro le sentinelle della giusta distanza. Se tutto va bene ci vorranno almeno 18 mesi per avere un vaccino, prima di quel traguardo ogni cittadino dovrà collaborare per evitare ricadute. La Fase 2 non è solo un fattore economico, è anche una sfida sociale: da qui il mio appello alle giovani generazioni». Il sindaco di Bari Antonio Decaro, presidente dell'Anci, ha detto che senza il senso di responsabilità dei primi cittadini, il lockdown non avrebbe retto. «Abbiamo evitato protagonismi, siamo stati noi sindaci a spingere le Regioni a trovare l'intesa con un protocollo che tenesse tutti dentro. Il governatore dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha dato il meglio e il premier Conte ha fatto la sua parte, recependo le nostre richieste, ma sfatiamo la narrazione corrente. L'input è stato il nostro, è partito dai Comuni". È soddisfatto? «No, non ci siamo proprio. Le faccio due esempi. Il governo ci autorizza ad aprire le aree gioco dei parchi, bene, ma poi ci impone di sanificarli una volta al giorno, noi abbiamo 1.250 giochi, crede che sia possibile gestirli? Non sono mica qui a prendermela con i bambini, ma la situazione è questa e io gli scivoli li tengo chiusi».
L'altro esempio? «Una proposta di regolamento attuativo per il codice degli appalti da parte di Anac di ben 270 pagine e tutto questo mentre noi sindaci stiamo chiedendo di essere i commissari delle opere per velocizzare l'iter...».
Lei ha attaccato il governo nei giorni scorsi sulle mancate risorse agli enti locali.
«Beh, ho i miei buoni motivi. Il ministro delle Finanze tedesco ha proposto un fondo alle comunità locali di 57 miliardi, noi siamo a 3,4 miliardi per i Comuni. Trovate voi la differenza. Senza risorse e una semplificazione delle procedure non si va da nessuna parte, se pensando di escluderci sono fuori di testa".
Crede che il governo Conte reggerà anche alla Fase 3? «Sì, se si rende conto che deve ascoltarci, che siamo noi il vaccino per salvare il Paese, altrimenti non lo so. Certo a volte la debolezza del governo aiuta... ».
Da dove riprenderà il dibattito sull'autonomia? «Spero dal basso, dalle città metropolitane, dalla loro autonomia finanziaria per poter reggere i prossimi mesi che saranno i più duri. Noi abbiamo tenuto sul Bilancio, ma ci sono, per esempio, le mancate entrate delle rette e delle mense. E abbiamo di fatto liberalizzato i dehors». La scuola appunto, sabato vanno in piazza le famiglie che chiedono di riaprire i nidi.
«Hanno le loro buone ragioni e stiamo valutando cosa fare per i bimbi da 0-3 anni, da una parte c'è l'aspetto importante a quell'età della socializziazione, ma c'è anche un tema di sicurezza, per via del contatto diretto con gli educatori». Crede sia possibile anticipare l'apertura dei nidi? «Non siamo ancora arrivati a questo punto, servono anche qui linee guida del governo».
È prudente anche sui centri estivi.
«Apriremo il 20 giugno, fino a settembre. Servono spazi adeguati e più personale. Il tempo preso è adeguato».
La città che si immaginava come cambierà dopo il Covid? «Dovrà mutare la nostra agenda urbana, dovremo puntare sullo sviluppo sostenibile, ripensare al welfare e al sostegno dell'affitto che è ciò che stiamo già facendo dobbiamo declinare i nostri interventi alle nuove generazioni: dalla casa, alla mobilità, al tempo libero, alla lotta alle disuguaglianze, e quindi per i diritti delle donne. Siamo e resteremo una città universitaria, avevamo livelli record di occupazione pre Covid, dovremo sostenere il ritorno del turismo» Lei torna spesso sui giovani, ma è una immagine che rischia di essere uno slogan, cosa intende fare in concreto? «Credo, mi auguro, che la politica abbia il coraggio di cedere loro deleghe. Non è solo uno slogan.
Il presidentre di Confindustria Emilia-Romagna Valter Caiumi non è stato tenero. È entrato già nel cuore dlela campagna elettorale chiedendo un leader e non apprendisti. Cosa replica? «Questo è un dibattito vecchio, ancora sui nomi, sul capo solo al comando, e mi meraviglia. I ritardi di decenni noi li abbiamo recuperati in questi due mandati.
Piuttosto bisogna capire che c'è da superare un forte ritardo generazionale, ci sono giovani e donne capaci e meritevoli e basta cercarli, altro che apprendisti. Gli apprendisti stregoni, quelli dei soliti giri, si devono invece fare da parte. O vogliamo una città con uno scontro generazionale tra 80enni e 70enni come sta avvenendo in Fondazione Carisbo? »» L'ex ministro Gian Luca Galletti a Repubblica ha sostenuto, parlando anche della Lombardia, che il modello privato in sanità regge, a patto che il pubblico sappia controllare.
«Non ci casco, qui da noi il sistema pubblico - privato funziona da anni. In Emilia-Romagna abbiamo un sistema privato basato sugli accreditamenti e sul controllo, appunto, del pubblico. Non mi pare che in Lombardia funzioni esattamente così e infatti si è visto». E arriviamo al 2021, che succederà secondo lei. Si faranno le primarie? «Le primarie sono sempre sacrosante, ma pensiamo prima ad affrontare questa emergenza, altrimenti il prossimo sindaco lo deciderà il coronavirus».
Conte? Certo, a volte la debolezza del governo aiuta...
Ma non può tagliare fuori i Comuni
Le critiche di Caiumi? Dibattito vecchio, ancora sui nomi, sul capo al comando Mi meraviglia

Foto: In centro Le strade si sono riempite, qui via Rizzoli, lunedì nel giorno della riapertura dei negozi