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07/07/2020

Merloni (Anac): più che i decreti servono le persone e le competenze

Milano Finanza - Adolfo Valente

(ClassCnbc) Il modello Genova? Un'inutile bandiera ideologica in un paese dove un terzo delle gare è ancora cartaceo e quando non lo è, le banche dati non si parlano tra loro. Le semplificazioni? Un'ulteriore complicazione. E l'idea di bypassare il codice appalti per rifarsi alle direttive europee è «irricevibile». Parola di Francesco Merloni, presidente dell'Autorità nazionale Anticorruzione, che chiude il primo quadrimestre dell'anno con un bilancio negativo: il settore ha perso per strada un appalto su quattro. Per farlo ripartire velocemente la strategia ci sarebbe già: è contenuta nel codice, e si chiama articolo 63, ma resterà un'arma spuntata se non sarà accompagnata da assunzioni di personale qualificato e dal passaggio alla digitalizzazione delle gare. Domanda. Salvini definisce il codice appalti una boiata,e il Governo discute se sospenderlo. E lei dice che non è questo il problema? Risposta. Non rispondo direttamente ai politici. Posso solo dire che chi sostiene che si possa eliminare il codice e sostituirlo con la direttiva europea non sa che è fatta di almeno 259 articoli in più, e 47 allegati. Basterebbe una simulazione per capire che è una proposta irricevibile. D. Qualcosa per velocizzare la ripartenza dei lavori bisogna farla. R. Il metodo c'è già: l'articolo 63, che consente di agire in deroga. Ma dovrebbe essere il governo a dire ai funzionari che c'è un'emergenza economica e sociale che lo richiede. La nostra amministrazione è spesso inesistente, sia dal punto di vista della struttura che del personale. E, quando c'è, non è adeguatamente formata. È la questione più drammatica. L'operazione che serve è una grande campagna di reclutamento. Servono architetti, ingegneri, economisti, informatici. Cambiamenti strutturali. D. Cosa semplificherebbe davvero? R. Digitalizzare tutte le gare: ridurre a un centinaio le stazioni appaltanti, e farle operare per ciascuna provincia con personale qualificato. D. Già si digitalizza no? Almeno il 70% delle gare lo sono. R. Sì, ma ognuno sulla sua piattaforma. Significa vanificare gli sforzi. Se i sistemi non si parlano, non sono interoperabili come si dice in gergo, non serve. Ecco perché bisogna pensare a un intervento organico e strutturale. D. Il modello Genova ci insegna che è possibile. R. No, il modello Genova non è applicabile in maniera strutturale.A parte il fatto che lì c'era un progetto già fatto e senza problemi di localizzazione territoriale, che di solito bloccano tutto, la realtà è che non si può andare in deroga ad ogni disposizione di legge. D. In quel caso serviva. R. Ma non può essere la regola. E d'altronde i costruttori nemmeno lo vogliono. L'Ance è contro un eccessivo uso dei commissari e dei bandi ristretti a poche aziende note. (riproduzione riservata)

Foto: Francesco Merloni