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13/10/2018

«Merito ed esempio argine alla corruzione»

La Gazzetta Del Mezzogiorno

POLITICA E LEGALITÀ L'INCONTRO NEI LICEI
Lezione di Cantone (Anac) e Caringella agli studenti baresi
MICHELE DE FEUDIS l BARI. «La sfiducia nella politica e nelle istituzioni si supera solo con i buoni esempi. Non tutto è da buttare». Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, è convinto che l'Ita lia possa ripartire, puntando sui giovani e sulla trasmissione di valori e visioni che consentono di limitare la permeabilità sociale del malaffare. Insieme al collega barese Francesco Caringella, con il quale ha scritto il saggio La corruzione spiegata ai ragazzi (Mondadori), ieri ha incontrato in due differenti presentazioni gli studenti dei licei di Bari «Scacchi» (nell'Anche Cinema) e «Fermi» (nell'affollatissimo auditorio dell'istituto). Il format degli eventi ha visto dialogare gli autori in un confronto serrato con gli studenti che hanno formulato quesiti su leggi, politica, ruolo della famiglia e futuro. Cantone punta molto sulla «consapevolezza dei cittadini» che ribalta ogni stereotipo artefatto da disonestà e malcostume. «Noi come possibili riserve della Repubblica? Mi onora questa definizione. I cittadini che ci ascoltano - puntualizza Caringella - possono attraverso la nostra testimonianza avere la reale percezione che lo Stato non è lontano. I ragazzi sono sensibili ai messaggi sulla legalità, con loro non si bara: comprendono subito le motivazioni di chi si relazione con il loro mondo con sincerità». «I baroni che truccano i concorsi? Posseggono solo finta cultura»: Cantone è durissimo quando demolisce i simulacri che dietro la cultura nascondono solo la brama «di mantenere il proprio potere», dribblando ogni regola per assicurare il primato della proprio scuola accademica. «Il merito è un valore. Chi non rispetta il merito può avere una grande erudizione, ma non ha cultura», sentenzia ancora. E sui percorsi educativi Cantone e Caringella rivendicano il ruolo combinato della famiglia con la scuola: «La famiglia è lo specchio del sistema paese», puntualizzano. Il nodo è la trasmissione dei valori di legalità: «La scuola ha una funzione educativa maggiore rispetto al passato perché spesso deve rieducare anche la famiglia facendola partecipare. Per questo gli istituti aperti nel pomeriggio, con attività sociali, culturali e musicali, consentono di salvare dalle cattive strade tanti ragazzi». Poi c'è il tema dell'indifferenza rispetto alla politica. Cantone (da ragazzo vicino alla destra del Fronte della Gioventù) la lega alla scarsa credibilità degli interpreti e racconta come sua figlia si sia impegnata in un movimento politico, salvo abbandonarlo perché quando si eleggevano le cariche c'era scarsa trasparenza. «Non bisogna lasciare la politica agli avventurieri, se è così è anche per colpa nostra. Un giovane mi ha raccontato che suo padre, assessore, gli aveva proibito di dire a scuola che lavoro facesse...», ha rilevato ancora. Lo spazio pubblico meridionale come humus ideale per la corruzione? Da qui parte la riflessione di Caringella: «Al Sud? Sanità e appalti: i settori più corrotti sono quelli dove ci sono risorse pubbliche da depredare, con denari che finiscono nelle tasche di pochi, a danno di molti. Così aumentano le disuguaglianze». E sul ruolo delle lobby nel sistema italiano Cantone non fa sconti: «Ci vorrebbe un meccanismo decisionale alla luce del sole, solo così la politica sarebbe più virtuosa. Del resto la corruzione è un patto tra due soggetti, un accordo tra un atto e una utilità, un reato difficile da far emergere». E in questo ambito è prezioso il lavoro dell'Autorità anticorruzione, perché, confrontando i costi di un dispositivo medico tra le varie regioni, è in grado di cogliere dove ci sono sprechi e corruttela. Colpisce infine come Cantone superi la retorica che vorrebbe nuove semplificazioni nel codice degli appalti: «La fantasia criminale inventa meccanismi per arginare le regole che garantiscono trasparenza. L'assenza di regole è il modo migliore per rendere possibile la corruzione». E Caringella infine soffermandosi sull'attualità conclude registrando «un clima generale nel quale la corruzione è considerata una emergenza nazionale. In questi frangenti bisogna evitare di finire come ai tempi di Mani pulite, quando prevalse una deriva giustizialista».

Foto: L'IMPEGNO CIVILE Il monito del campano: «Non bisogna lasciare la politica agli avventurieri, se è così è anche per colpa nostra»


Foto: BARI Caringella e Cantone all'incontro con stduenti e docenti dello Scacchi

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