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Mercato in mano alle società

14/03/2018

ItaliaOggi

I dati nel rapporto del Centro studi sui bandi per i servizi di ingegneria e architettura 2017
Ai singoli professionisti solo il 21% degli importi di gara
Isegnali di ripresa del mercato dei servizi di ingegneria e architettura, già emersi nel 2016, sono stati ampiamente confermati anche nel 2017: gli importi posti a base d'asta (escludendo i costi destinati all'esecuzione dei lavori negli ormai residuali bandi in cui è richiesta) sono infatti ulteriormente aumentati, arrivando a superare i 720 milioni di euro (il valore più elevato in assoluto dell'ultimo quinquennio), il 26,1% in più di quanto rilevato nel 2016. È quanto emerge dalla consueta analisi annuale effettuata dal Centro studi del consiglio nazionale ingegneri. Il mercato, dunque, è in progressiva crescita, anche se appare sempre più saldamente nelle mani delle società di ingegneria, con la conseguente progressiva estromissione dei professionisti. Questi ultimi, già di fatto esclusi dalle gare del settore Ict e da quelle in cui è prevista anche l'esecuzione dei lavori, si sono aggiudicati, nel corso del 2017, appena il 21,1% degli importi delle gare per servizi di ingegneria, contro il 23,3% del 2016. A parziale compenso di questa situazione occorre comunque considerare che risulta in aumento, nel 2017, l'importo medio delle gare a loro affi date: 46,3 mila euro, valore più elevato registrato negli ultimi cinque anni (ma distante dagli oltre 65 mila euro rilevati nel periodo 2011-2012). «Dai dati elaborati dal nostro Centro studi emergono luci ed ombre», ha commentato Michele Lapenna, responsabile dell'osservatorio bandi del Cni. «Da rilevare in positivo la riduzione delle quote di mercato relative alle gare di progettazione ed esecuzione che conquistano solo il 7% dello stesso. In questo senso si conferma e si rafforza il dato del 2016, che già rappresentava una vera e propria inversione di tendenza rispetto al periodo pre dlgs 50/2016, nel quale la gran parte delle opere pubbliche erano realizzate con progettazione interna alle stazioni appaltanti o con il ricorso ai cosiddetti appalti integrati. Il dato relativo alla riduzione degli appalti integrati trova riscontro anche nell'incremento degli importi destinati ai Sia che raddoppiano rispetto all'anno 2015, ultimo periodo di applicazione della vecchia normativa. Tale dato conferma le nostre posizioni circa la crisi drammatica attraversa dalle professioni tecniche negli anni che vanno dal 2009 al 2015 e cioè che, oltre alla crisi, hanno infl uenzato la recessione anche situazioni strutturali insite nella vecchia normativa. La limitazione del ricorso all'appalto integrato e l'eliminazione della priorità della progettazione interna alle stazioni appaltanti hanno avuto un effetto positivo sul mercato dei Sia. Purtroppo», prosegue Lapenna, «permangono ombre e criticità. Il mercato è ancora chiuso alle strutture professionali di piccole e medie dimensioni, sebbene aumentino i valori medi di aggiudicazione e le quote di mercato che afferiscono ai professionisti. Nonostante si superi la soglia dei 40 mila euro per gli importi medi di aggiudicazione e le quote di mercato dei professionisti salgano oltre il 20%, tale valore resta molto basso e il ruolo dei professionisti nelle gare sopra i 100 mila euro resta irrilevante: poco più del 14%. Altro aspetto negativo è sicuramente rappresentato dai ribassi che si presentano ancora molto elevati soprattutto sotto la soglia dei 40 mila euro per cui è ancora previsto l'uso del massimo ribasso. Le stazioni appaltanti non applicano il comma 2 dell'articolo 36 del codice, che prevede l'affi damento diretto per tali importi, e questo si ripercuote negativamente sui ribassi». Limitando l'osservazione ai soli bandi per servizi di ingegneria in cui non è prevista l'esecuzione dei lavori (escludendo anche quelli del settore Ict e i concorsi di idee e di progettazione), l'exploit rispetto al 2016 è apparso evidente sin dai primi mesi dell'anno ed è proseguito fi no a realizzare un signifi cativo +81,3% totale rispetto al monte importi dell'anno precedente. Ed è bene evidenziare che nel calcolo non sono stati considerati gli accordi quadro pubblicati nel corso dell'anno, per i quali sono stati posti a base d'asta oltre 200 milioni di euro. Tra le novità introdotte dal decreto spicca l'abolizione dell'appalto integrato, ammesso solo per alcune tipologie di gare. Non sorprende, dunque, che la quota di gare con esecuzione si sia drasticamente ridotta (è inferiore al 7% del totale) e che le gare inerenti i Sia (servizi di architettura e ingegneria) senza esecuzione costituiscano la grande maggioranza (83,7%).A livello territoriale, le amministrazioni della Lombardia risultano le principali «richiedenti» prestazioni professionali attinenti ai servizi di ingegneria, avendo pubblicato bandi per quasi 55 milioni di euro, circa 15 milioni in più del Lazio e quasi 25 in più della Campania, la regione che storicamente si è sempre distinta in questo ambito. Il 2017 oltre che essere il primo anno completo di osservazione dopo la pubblicazione del nuovo codice degli appalti (pubblicazione avvenuta a metà del 2016), costituisce anche il primo momento di verifi ca degli effetti del decreto 17 giugno 2016 del ministero della Giustizia (entrato in vigore con la pubblicazione sulla G.U. del 27 luglio 2016) con cui è stato completato l'iter di revisione dei parametri per il calcolo dei corrispettivi da porre a base di gara per le prestazioni professionali attinenti ai servizi di ingegneria e architettura previsto dal nuovo codice degli appalti. I dati relativi al 2017 evidenziano due risultati contrastanti: se infatti da un lato è diventata del tutto marginale la quota di bandi da rendere nulli a causa dell'utilizzo di criteri di calcolo diversi da quelli previsti dal citato decreto (appena lo 0,5%), dall'altro si rileva che circa 4 bandi su 10 non indicano il criterio utilizzato per il calcolo del corrispettivo posto a base d'asta. Passando ad analizzare i dati concernenti le gare aggiudicate nel corso del 2017, il quadro che emerge conferma quanto già rilevato nelle rilevazioni degli anni scorsi. I liberi professionisti, nelle diverse forme di aggregazione, riescono ad aggiudicarsi un rilevante numero di gare, ma di importi limitati: a fronte infatti del 62,6% di gare ad essi affidate, i professionisti riescono ad acquisire solo il 21,6% degli importi. Ben diversa appare la situazione per le società di ingegneria che, con solo un terzo di gare aggiudicate, si assicurano poco meno dei tre quarti degli importi. Esaminando poi i dati relativi all'importo medio di aggiudicazione per le diverse tipologie di concorrenti alle gare, appare ancora più evidente come il mercato dei liberi professionisti sia praticamente limitato alle sole gare con importi ridotti. L'importo medio di aggiudicazione è di poco più di 46 mila euro nel caso di gare affi date ai professionisti, mentre supera i 300 mila euro in quelle aggiudicate dalle società e sfi ora i 200 mila nel caso in cui l'aggiudicatario sia un consorzio. Sostanzialmente invariata invece, rispetto al passato, la situazione per ciò che attiene al ribasso di aggiudicazione delle gare: nel 2017 si è infatti registrato un ribasso medio del 35,7%, in linea con quanto rilevato negli anni precedenti. Infi ne, il criterio di aggiudicazione non sembra condizionare i ribassi offerti: tra le gare in cui l'aggiudicazione avviene tenendo conto del prezzo più basso e quelle basate sull'offerta economicamente più vantaggiosa, il divario tra i ribassi medi è minimo. Nel primo caso il ribasso medio è pari al 36,6% mentre nel secondo caso esso è pari al 34,9%.

Foto: Importi a base d'asta nelle gare per servizi di ingegneria e architettura. Serie 2013-2017


Foto: Importi medi delle gare per servizi di ingegneria suddivisi per aggiudicatario

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