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25/09/2020

«Mercato, il bando rischia di andare deserto»

QN - Il Resto del Carlino

Varie le posizioni delle associazioni di categoria dopo l'annuncio, da parte dell'amministrazione comunale di Carpi, del bando per rilanciare gli spazi dell'ormai ex mercato coperto. Francesco Stagi, Cna, immagina una sorta di 'Mercato Albinelli' di Modena: «Da sempre abbiamo caldeggiato l'utilizzo da parte di una pluralità di soggetti, sullo stile appunto dell'Albinelli, che unisce 'ambulanti fissi' di alimentari e uno spazio di somministrazione ai clienti: gli spazi all'interno sarebbero anche già così impostati, una sorta di 'chiavi in mano'. Questo consentirebbe di riqualificare la struttura e l'area. Tra le varie opzioni, - commenta - scarteremmo quella di una struttura media o medio-piccola, come un supermercato, visto che già ce ne sono molti in città». Determinata sulla destinazione d'uso è Confesercenti: «Ci smarchiamo dalle affermazioni del Comune - spiega Wainer Pacchioni -. L'edificio è sempre stato adibito ad uso alimentare: le manifestazioni di interesse dovrebbero giungere solo per un uso alimentare, che propriamente manca in quella zona, diversamente da quanto ha affermato il Comune, che lo apre a vari utilizzi». «Da anni abbiamo reso nota la nostra posizione all'amministrazione che inizialmente concordava con noi: ora invece affermano una cosa diversa, sarebbe questa la condivisione con le associazioni?». Più scettica al riguardo è Confcommercio, come afferma Andrea Baraldi: «Ottimo che qualcosa si muova in tema di mercato coperto e il nostro auspicio è quello di venire coinvolti e consultati nella valutazione dei progetti che arriveranno. Ciò che ci lascia perplessi è il canone di affitto locazione di 95mila euro che reputiamo sovrastimato. Un nostro associato commerciante - rivela - ci aveva presentato un interessante progetto a cavallo tra la somministrazione e la vendita extra alimentare. Ma a fronte di un affitto così elevato ha già deciso che non presenterà la sua manifestazione di interesse. Speriamo di essere smentiti, ma la nostra paura è che con quella cifra, il bando del 30 novembre vada deserto, con la conseguenza che ci vorranno altri mesi per indirne un altro, dopo aver ridimensionato la cifra e che per un altro anno tutto resti fermo come è adesso». Concorda sul punto Stefano Cestari, Lapam: «Molto positivo che la questione sia stata ripresa in mano in quanto si tratta di un contenitore idoneo a rivitalizzare quell'area di centro storico. La suggestione di proseguire con il filone alimentare è stimolante, ma a fronte del canone annuo di 95mila euro ci auguriamo una risposta positiva visto che attualmente il mercato immobiliare a Carpi è in forte difficoltà». Maria Silvia Cabri