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15/12/2018

Mense scolastiche in Lombardia indietro sul bio ma zero plastica

La Repubblica - claudia zanella

Il rapporto
Legambiente mette a confronto diversi parametri dei pasti serviti dall'asilo alle medie in 90 città
La Lombardia punta ad avere mense scolastiche sempre più bio e sostenibili, ma c'è ancora molto da fare. È quanto emerge dalla ricerca Ecosistema scuola 2018 di Legambiente, che ha coinvolto 5.720 scuole, dall'asilo alle medie, di 90 città in tutta Italia. Un'indagine che ha preso in considerazione diversi aspetti - dalla presenza di cibi biologici e a chilometro zero all'utilizzo di stoviglie usa e getta o di plastica - . La percentuale di alimenti bio nei menu dei bambini lombardi, ad esempio, è più bassa rispetto alla media nazionale: il 49 per cento contro il 54. Anche se il trend è in crescita rispetto a due anni fa, quando si fermava al 42. È inferiore anche la percentuale di prodotti Igp e Dop che, anche se sono presenti in tutte le mense, sono quasi il 13 per cento contro il 24 della media nazionale. In controtendenza rispetto al resto d'Italia è invece l'utilizzo di stoviglie e posate monouso. Rimane pressoché stabile, intorno al 55 per cento, mentre il dato a livello nazionale è del 68 con una crescita di 7 punti percentuali rispetto allo scorso anno. E il 30 per cento delle mense scolastiche italiane usa ancora stoviglie e posate di plastica. La Lombardia viene promossa anche per l'utilizzo dell'acqua di rubinetto: si beve nell'82 per cento delle scuole (la media nazionale è del 52 per cento ed è in calo). E così anche nel seguire la stagionalità nella scelta delle pietanze servite (100 per cento contro il 97).
Anche se, rileva Legambiente, su alcuni dati, a livello nazionale, il trend non è stabile. «La percentuale di bio e di acqua del rubinetto è altalenante negli anni», spiega Davide Sabbadin di Legambiente.
Mentre Milano punta sempre di più sulle mense green. Tanto che, nel 2016, ha raggiunto l'obiettivo "zero plastica". «Un processo iniziato nel 2012, quando sono stati eliminati i contenitori per il trasporto dei pasti di polipropilene, tornando a quelli di acciaio», spiega l'amministratore unico di Milano Ristorazione, Fabrizio De Fabritiis. Poi si è iniziato con la sostituzione delle stoviglie. «Tutti i piatti, i bicchieri e le coppette sono di materiali biodegradabili e compostabili», mentre le posate sono d'acciaio. Accorgimenti che evitano di utilizzare e smaltire «720 tonnellate di plastica ogni anno».
Ma Milano Ristorazione ora punta a raggiungere una buona sostenibilità «su tutti gli aspetti: dalle confezioni all'utilizzo di prodotti locali, ma anche nelle scelte d'acquisto e introducendo il bio laddove possibile», continua De Fabritiis che ricorda che ci sono delle limitazioni per il codice degli appalti: «Alcune sperimentazioni con i produttori locali le possiamo fare per un periodo limitato di tempo poi bisogna mettere a gara».
E per alcuni prodotti, come le carni bio, è difficile trovare una realtà locale che possa fornire una quantità sufficiente a coprire tutti i pasti erogati dalla società nelle mense scolastiche. Perché Milano Ristorazione - tra nidi, materne, elementari e medie - prepara circa 75mila pasti al giorno per oltre 450 refettori scolastici. Ma il bio è in crescita. Quest'anno si arriva a 37 per cento (2 punti percentuali in più rispetto al 2017) che sale al 51 per cento se si considerano solo i nidi. E l'attenzione va anche alle politiche antispreco: nel 2017, sono 150 le tonnellate di cibo avanzato dalle cucine e dalle mense che sono state donate al Banco alimentare.

Foto: Bambini nella mensa di una scuola milanese servita da Milano ristorazione