scarica l'app
MENU
Chiudi
02/05/2020

Mense scolastiche Il Consiglio di Stato ribalta il verdetto

Il Giornale di Vicenza

LA SENTENZA. Lo scorso autunno il Tar aveva dato ragione a Cirfood
Serenissima Ristorazione vince la battaglia amministrativa per la fornitura dei pasti fino al 2022 Il sensibile ribasso sul prezzo medio non è anomalo
Si ritorna al punto di partenza del 2018. Serenissima Ristorazione vince il ricorso al Consiglio di Stato. Il suo ribasso sul prezzo dei pasti delle mense scolastiche cittadine (infanzia, elementari e medie) non era anomalo. In epoca di Sars_Cov-2 è ribaltata la pronuncia del Tar del Veneto dello scorso ottobre che, accogliendo i rilievi dell'emiliana Cirfood, annullava l'appalto milionario vinto l'anno prima da Serenissima Ristorazione per la gestione delle mense delle scuole dell'obbligo del capoluogo per il quadriennio 2019-2022.SETTE MOTIVI. La quinta sezione stronca il verdetto amministrativo dei colleghi di primo grado e riconsegna al colosso della ristorazione guidato da Mario Putin le chiavi delle mense per la fornitura, quando si potrà, dei pasti quotidiani a oltre 5 mila alunni. Il collegio presieduto da Fabio Franconiero accoglie i sette i motivi dell'impugnazione, circostanza non abituale, formulati dall'avvocato Mario Calgaro. I giudici sottolineano come l'aggiudicazione fosse stata trasparente e che il ribasso sensibile del 18% rispetto al prezzo base di 10.081.440 euro era congruo con quanto richiesto dalla stazione unica appaltante e dal Comune, che così risparmia.I COSTI. Cirfood lamentava che la stazione appaltante non avesse giudicato anomala l'offerta della rivale. Serenissima dopo la prima contestazione aveva abbassato il prezzo nonostante rispetto alla fornitura iniziale avesse messo sul piatto della bilancia, senza oneri aggiuntivi, il 5% di pasti aggiuntivi e il 10% in più di pasta o riso in bianco, condito con olio extravergine di oliva, quantunque ci fosse un maggior esborso di 126 mila euro. La commissione non aveva sollevato obiezioni e il punto il Consiglio di Stato ha sottolineato che la spiegazione fornita da Serenissima era congrua riguardo ai pasti totali annui saliti da 391.4009 a 410.979, senza che incidessero sui costi fissi (trasporto, manodopera e spese generali), ma solo su quelli delle materie prime. Quest'ultime cubano in media a pasto 1,09 euro.IL RISPARMIO. Il Consiglio di Stato scrive che per le gare pubbliche il giudizio sull'anomalia dell'offerta è oggetto di una valutazione tecnica che non è sindacabile dal giudice a meno che le ipotesi non siano «di manifesta e macroscopica erroneità od irragionevolezza». Ma non lo è in questa occasione. Il collegio, accogliendo le puntualizzazioni dell'avvocato Calgaro, specifica che era compito di Cirfood contestare i dati posti a fondamento del giudizio di congruità della stazione appaltante sull'offerta di Serenissima, fornendo «elementi significativi della manifesta incongruità di tali dati, quali indici, a loro volta, della manifesta e macroscopica erroneità di giudizio positivo espresso dalla stazione appaltante». Dunque, per i giudici era Cirfood a dovere dimostrare, numeri alla mano, perché l'offerta di Serenissima Ristorazione era sballata. Invece, grazie a quell'offerta il Comune risparmia 70 centesimi per pasto giornaliero (da 4,5 a 3,8 euro) su un totale di 2,3 milioni di pasti forniti a 24 scuole.PREZZO MEDIO. Il Consiglio di Stato osserva che «le conclusioni raggiunte dalla sentenza del Tar sono basate su un travisamento del fatto presupposto - poiché lo scopo delle giustificazioni non era quello di determinare il costo medio a pasto per le materie prime -, e sono comunque infondate - poiché Serenissima Ristorazione ha raggiunto con le giustificazioni prodotte alla stazione appaltante lo scopo avuto di mira, cioè quello di dimostrare l'attendibilità del prezzo medio indicato, a fronte dell'enorme variabilità del costo della materia prima per la preparazione dei pasti in funzione dei menù». © RIPRODUZIONE RISERVATA