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25/09/2018

Mense, i genitori in consiglio Il sindaco: il via dal 15 ottobre

Il Centro - Ylenia Gifuni

la protesta in comune
Slitta l'apertura del tempo pieno, domani la risposta della terza ditta in graduatoria
PESCARA L'impegno è stato assunto dal sindaco Marco Alessandrini davanti a centinaia di mamme e di papà che hanno portato il loro disagio in consiglio comunale: il servizio mensa partirà dalla metà di ottobre in tutti gli istituti comprensivi. Il tempo necessario, è stato detto, di concludere l'interpello con la ditta arrivata terza in classifica al bando europeo del 2015, previsto entro la metà di questa settimana. In caso di risposta negativa, infatti, l'amministrazione procederà con una soluzione ponte che prevede l'affidamento diretto e temporaneo del servizio di refezione scolastica nelle more di una nuova gara d'appalto. Sarà avviata domani anche la sanificazione dei centri cottura posti sotto sequestro, i cui locali sono tornati disponibili solo il 21 settembre. L'operazione costerà 75.000 euro, prelevati dal fondo di riserva del sindaco. Per oggi è stata convocata una nuova riunione tra il Comune, la Asl, i dirigenti scolastici e l'ufficio scolastico regionale per «illustrare il lavoro in corso per rendere possibile anche l'opzione aggiuntiva del pasto da casa». Una soluzione, quest'ultima, chiesta a gran voce da una delegazione nutrita di genitori, riuniti nel comitato "Noi a mensa", già discussa nelle scorse settimane ma che per la legge sull'autonomia scolastica va avallata dai singoli consigli di istituto attraverso l'approvazione di un regolamento che contenga le prescrizioni sanitarie fornite dalla Asl. «Noi come amministrazione perseguiamo tenaci un obiettivo che è quello di determinare nel più breve tempo possibile la ripresa del servizio mensa e immaginiamo che tutto questo possa avvenire nella terza settimana del mese di ottobre, quindi dopo il 15», ha detto Alessandrini alle mamme e ai papà che ieri mattina hanno invaso pacificamente la sala consiliare, spalleggiati dall'opposizione che ha chiesto e ottenuto attraverso il capogruppo della Lega Vincenzo D'Incecco e di Forza Italia Marcello Antonelli l'interruzione dei lavori dell'aula. La protesta, volta a sensibilizzare la politica sulla necessità di ripristinare il tempo pieno nelle scuole e il servizio di refezione pubblica dopo lo scandalo dell'intossicazione alimentare che ha coinvolto oltre 200 bambini, ha portato a un primo tavolo di confronto in sala commissioni tra rappresentanti della maggioranza, della minoranza, una delegazione di genitori e un'altra di cuoche. «In questi mesi l'opposizione è stata responsabile e non ha cavalcato la polemica politica», ha esordito D'Incecco, «ma adesso 5.000 famiglie hanno la necessità di uscire da qui con tempi certi e risposte chiare sul ripristino del tempo pieno e della mensa». «Il consiglio», ha aggiunto Antonelli, «approvi una delibera che dia agli uffici e al dirigente pieno mandato per procedere con l'affidamento diretto del servizio, nelle more dell'indizione di una nuova gara d'appalto, per far ripartire le attività entro il 15 ottobre, garantendo la riapertura immediata dei termini per l'iscrizione dei bambini». Alessandrini ha parlato di «ruolo proattivo del Comune» e di «ulteriore complessità» della situazione, dovuta alla risoluzione del maxi contratto (17 milioni in tre anni) per inadempienza con la ditta Cirfood finita al centro dell'inchiesta e, poi, alla necessità di dover procedere per legge con l'interpello alle società arrivate al 2° e al 3° posto nel bando europeo del 2015. Dopo il "no" della Camst sulla possibilità di subentrare alle medesime condizioni e allo stesso prezzo, senza effettuare tagli ai posti di lavoro, ci sono stati due incontri venerdì e domenica tra il sindaco, l'assessore all'Istruzione Giacomo Cuzzi e la Serenissima ristorazione, che darà una risposta entro domani. «Non voglio sentir parlare di inerzia del Comune», ha rimarcato Alessandrini, «ci siamo dati da fare subito perché tutto ciò ha attraversato, scosso e ferito profondamente le nostre coscienze. Ho accolto con vivo stupore che la ditta ha ritenuto di citare questa amministrazione in un giudizio civile risarcitorio da 12 milioni di euro per danni contrattuali e all'immagine. Questa vicenda è emblematica di quanto manchi il senso della vergogna: avrebbero dovuto avere il buon gusto di chiedere scusa. Ma sarà cura del nostro ufficio legale procedere a nostra volta con una domanda riconvenzionale».

Oggi vertice tra Comune, Asl, presidi e ufficio scolastico regionale per verificare se sia possibile adottare la soluzione del pasto portato da casa


Una mamma dell'istituto Pescara 9

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