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07/09/2018

Mense, giunta “schierata” sull’appalto Ma è bagarre

La Stampa - piero bottino

Giunta schierata (oltre al sindaco Cuttica c'erano Fteita, Lumiera, Ciccaglioni, Borasio, poi anche Buzzi Langhi e Barosini) a difesa dell'assessore Silvia Straneo; loggione gremito dagli ex dipendenti Aristor. È apparso subito chiaro che quella sull'appalto mense e il mancato accordo sindacale non sarebbe stata una commissione consigliare tranquilla. Due punti di vista, due fazioni: la prima con diritto di parola (c'erano anche i sindacalisti Cgil, Cisl, Uil , il comitato mensa, le dirigenti comunali Bocchio e Bistolfi), la seconda con facoltà d'applauso ed esternazioni varie, insulti compresi.

Nessuno, com'era ovvio, ha convinto la controparte. L'assessore Straneo ha iniziato con una dotta lezione sulle fonti del diritto per arrivare a dire che la procedura ha rispettato la legge e la colpa della rottura è tutta dell'«ostinazione dei sindacati, che mi fa capire come in quattro anni abbiano perso un milione di iscritti» nel non accettare una proposta comprendente la «riassunzione di 107 lavoratori su 112 col taglio del 10% delle ore». Dati contestati dai sindacati che hanno parlato di «scippo alle buste paga per 7000 euro alla settimana e taglio di 700 ore».

Il sindaco Gianfranco Cuttica si è detto preoccupato « della qualità del servizio» e di offrire «un percorso occupazionale alternativo» ai quelli (cinque, ha messo in conto) che non verrebbero riassorbiti. Su questo si è lanciata il predecessore Rita Rossa: «Se il sindaco dice assumiamoli tutti, allora facciamo uno stop, salvate tutti i posti di lavoro alle stesse condizioni». Ovazione dal loggione. Con Cuttica che precisava: «Ho detto "se esiste la proposta delle aziende di assumerne 107 con il 10% di stipendio in meno, come ha detto l'assessore». Ipotesi in realtà controversa come s'è visto.

Tecnicamente il punto riguarda la clausola sociale, «che c'è nel bando - ha sottolineato Orietta Bocchio -, ma in base al nuovo Codice degli appalti non prevede l'automatica riassunzione di tutti i dipendenti, bensì l'assunzione prioritaria in base alla nuova organizzazione del lavoro». Qui s'intrecciano le norme del contratto nazionale che invece l'assorbimento totale lo prevedono «e - come ha detto Maura Settimo, Uil - non possono essere considerate contro la legge».

Insomma ad Asti li hanno riassunti tutti grazie a una clausola inserita nel bando. Ad Alessandria e Valenza non si poteva fare altrettanto? «Ci avevate promesso la tutela di chi lavorava, invece...» ha chiosato Fabio Favola, Cgil. «Ma se si parte già dall'idea di spendere mezzo milione in meno all'anno - ha concluso Cristina Vignolo, Cisl - a chi pensate che lo faranno pagare?»

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