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16/03/2021

Mense e mazzette, indagato Consales

La Gazzetta Del Mezzogiorno

L'INDAGINE VERSO L'UDIENZA PRELIMINARE
L'ex sindaco Pd di Brindisi rischia il processo. L'accusa: chiese sponsorizzazioni e assunzioni
l BARI. Avrebbe chiesto soldi per la squadra di calcio cittadina e quattro assunzioni e, poi, di fronte a un rifiuto, avrebbe accusato l'azienda appaltatrice delle mense scolastiche di «negligenza» così da farla escludere da tutti gli appalti. Per questo la Procura di Brindisi ha chiesto il rinvio a giudizio dell'ex sindaco, Mimmo Consales, 62 anni, nell'ambito di una indagine che coinvolge anche l'allora dirigente comunale della Pubblica istruzione, Gaetano Padula: nel 2015 sono stati entrambi denunciati dall'im prenditore barese Vito Ladisa che si oppose al tentativo di concussione. Le accuse formulate dal pm Giovanni Marino (il fascicolo era inizialmente affidato alla pm Savina Toscani, nel frattempo trasferita a Bari) sono di tentata induzione indebita, abuso d'ufficio e falso ideologico e riguardano lo stesso periodo tra fine 2014 e inizio 2015 in cui Consales era coinvolto nell'inchiesta che a febbraio 2016 sfociò nell'arresto dell'ex sindaco, poi condannato a 4 anni e 4 mesi in abbreviato (l'appello comincerà ad aprile) per corruzione in relazione all'appalto dei rifiuti. La vicenda riguarda un appalto temporaneo che le aziende Cascina e Ladisa (subentrata dopo l'acquisto di un'altra azienda) avevano ottenuto a Brindisi tra ottobre e dicembre 2014 nelle more della decisione del Consiglio di Stato sulla gara del Comune, annullata dal Tar a favore di un concorrente, la Markas. Sentenza contro cui Ladisa aveva presentato appello. L'accusa sostiene che il 14 ottobre 2014 Consales avrebbe invitato nel suo ufficio Vito Ladisa, cui avrebbe chiesto con due pizzini «la somma di 200mila euro per sostenere una locale squadra di calcio» e, qualora avesse ottenuto una sentenza favorevole, «l'assunzione di quattro lavoratori». L'ex sindaco avrebbe anche cercato di farsi «promettere la disponibilità ad assegnare i lavori di realizzazione del centro cottura a una impresa» di proprio interesse, e avrebbe ribadito in un successivo colloquio (avvenuto il 9 dicembre, stavolta alla presenza di un dipendente della società) la richiesta del denaro per la squadra di calcio. Sono «accuse insussistenti», secondo Consales, che ritiene la denuncia di Ladisa un «gesto di ritorsione per non aver annullato la gara». La sentenza del Consiglio di Stato, pubblicata il 17 novembre 2014, ha dato ragione alla Markas facendo decadere l'affidamento temporaneo a Cascina-Ladisa. Tuttavia il dirigente Padula (che per questo risponde di abuso d'ufficio) ne avrebbe disposto la proroga fino alla fine di febbraio 2015, «così intenzionalmente procurando - secondo l'accusa - un ingiusto vantaggio patrimoniale alla Markas», che non aveva approntato in tempo il centro cottura. La Ladisa aveva comunicato al Comune, alla vigilia di Natale, che dopo la sentenza del Consiglio di Stato non avrebbe accettato alcuna proroga. Ma nonostante questo il dirigente e il sindaco avrebbero predisposto e fatto approvare una delibera di giunta (poi annullata dal Tar) in cui dichiaravano l'inadempimento della società, così da far scattare le sanzioni previste dal codice degli appalti: delibera che per la Procura di Brindisi costituirebbe un falso ideologico. Un'ulteriore accusa di abuso d'ufficio nei confronti di Padula riguarda il successivo contratto con la Markas, autorizzata «a ridurre l'orario di lavoro del personale addetto al servizio di ristorazione scolastica», con il riconoscimento «di somme ulteriori» rispetto a quelle previste in sede di gara. L'udienza preliminare davanti al gup, davanti al gup Stefania De Angelis, è fissata per giovedì. «Abbiamo rinunciato a un contratto da diversi milioni di euro - afferma l'imprenditore Vito Ladisa, che è anche editore di questo giornale - piuttosto che piegarci a logiche clientelari che non ci appartengono e che abbiamo prontamente denunciato. Siamo certi che la giustizia farà piena luce su quanto accaduto». [m.s.]

Foto: COINVOLTO PURE UN DIRIGENTE Il pm Marino ipotizza tentata induzione indebita, abuso di ufficio e falso. L'ex primo cittadino: «Accuse insussistenti»


Foto: DOPO LA DENUNCIA DI LADISA L'imprenditore barese: «Abbiamo rinunciato a un contratto milionario piuttosto che piegarci a logiche che combatteremo sempre»


Foto: ARRESTATO NEL 2016 L'ex sindaco di Brindisi, Mimmo Consales