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01/10/2019

Mensa dei poveri, nuove accuse e oltre 70 persone verso il processo

La Repubblica - Sandro De Riccardis

L'inchiesta
La procura presenta il conto a 71 dei (presunti) commensali della "Mensa dei poveri", l'inchiesta dei pm Silvia Bonardi, Luigi Furno e Adriano Scudieri sul sistema di tangenti e appalti pilotati che ruotavano intorno a Nino Caianiello, il ras varesino di Forza Italia che decideva nomine e affidamenti di lavori in mezza Lombardia e un pezzo di Piemonte. A pochi mesi dai 43 arresti (con oltre cento indagati) dello scorso 7 maggio di Guardia di Finanza e carabinieri, i pm hanno notificato l'avviso di conclusione delle indagini. E si preparano a chiedere il processo per politici, manager e imprenditori coinvolti nell'inchiesta, tranne per la decina che ha optato per il patteggiamento, tra cui lo stesso Caianiello.
Mentre viene stralciata la posizione del governatore Attilio Fontana, indagato per abuso d'ufficio per la nomina del suo ex socio di studio, Luca Marsico, nel Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti della Regione, dopo la mancata elezione al Pirellone, una nuova contestazione di illecito finanziamento viene contestata a Angelo Palumbo, consigliere regionale di Forza Italia, eletto proprio al posto di Marsico, grazie al sostegno elettorale di Caianiello. Palumbo era già iscritto nel registro degli indagati per diecimila euro incassati da Daniele D'Alfonso, titolare dell'azienda di raccolta e trasferimento rifiuti Ecol Service (anche lui verso il processo, con l'aggravante di aver favorito aziende legate alla 'ndrangheta). Denaro necessario per la sua candidatura - poi rivelatasi vincente - nella lista "Forza Italia Berlusconi per Fontana" alla ultime Regionali: seimila euro arrivati da D'Alfonso, grazie a una falsa fattura emessa da una società di Carmine Gorrasi, ex consigliere comunale di Busto Arsizio e ex coordinatore di Forza Italia, che poi ha retrocesso il denaro a Palumbo. I restanti quattromila euro, in contanti.
Ma ora la procura contesta al politico di Forza Italia un secondo finanziamento irregolare: duemila euro da Alberto Bilardo, ex segretario cittadino di Fi a Gallarate, nel cda della municipalizzata Accam, e uomo di fiducia di Caianiello, anche lui tra gli arrestati dell'inchiesta. Attraverso due false fatture emesse da due tipografie ("Lazzati industria grafica" di Casorate Sempione e "Art Massa studio" di Gallarate) Bilardo avrebbe pagato il conto di volantini e manifesti della campagna elettorale di Palumbo, mentre l'oggetto delle fatture indicherebbe "corsi di formazione per l'utilizzo della comunicazione visiva e i relativi strumenti di marketing". Si avvicina il processo anche per il consigliere regionale Fabio Altitonante, accusato di finanziamento illecito e traffico d'influenze per aver incassato un contributo da 25 mila euro prima delle Regionali dal country manager di Acciona Agua, Luigi Patimo, che chiedeva di velocizzare una sua pratica urbanistica. Altitonante sarebbe così intervenuto sul dirigente del Comune, Franco Zinna. Ora per tutti si avvicina il processo. Come anche per il consigliere comunale Pietro Tatarella, ai domiciliari, che sarebbe stato «a libro paga» di D'Alfonso per garantire alla Ecol Service una corsia preferenziale negli appalti di Amsa relativi a rifiuti urbani, rimozione neve e bonifica aree. La procura contesta a Tatarella di aver ricevuto dazioni di denaro - tramite false consulenze - per centomila euro, il pagamento delle spese elettorali 2016 (comunali), 2018 (politiche), 2019 (europee) per oltre 12 mila euro, altre utilità come biglietti aerei, a concerti e partite di calcio. Per aver proposto a Fontana di far ottenere consulenze a Marsico, il dg di Afol Giuseppe Zingale dovrà rispondere di istigazione alla corruzione, mentre il manager Amsa Mauro De Cillis è accusato di corruzione per pagamenti ricevuti da D'Alfonso fino a 100 mila euro.
Dovrà affrontare il processo anche il deputato di Novara, Diego Sozzani, per il quale il parlamento ha respinto prima la richiesta per l'uso delle intercettazioni, poi quella di arresto. È accusato di aver ricevuto una tangente da 10 mila euro da D'Alfonso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Il tribunale di Milano