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25/05/2021

Meno vincoli negli appalti, il muro dei sindacati

Corriere della Sera - Enrico Marro

La bozza del decreto: salgono i tetti sotto i quali non c'è l'obbligo di gara
ROMA Il governo stringe sul decreto legge Semplificazioni, ma i sindacati minacciano lo sciopero generale. Come ha ricordato il presidente del Consiglio, Mario Draghi, l'esecutivo punta ad approvare il provvedimento entro la fine della prossima settimana, per rispettare l'impegno preso con la Commissione europea. Il decreto Semplificazioni, insieme con quello sulla governance, è infatti fondamentale per l'avvio del Pnrr, il piano di ripresa per spendere gli oltre 200 miliardi di risorse Ue.

La preparazione del testo è a buon punto, ma ci sono ancora nodi da sciogliere, come l'estensione del Superbonus del 110% agli alberghi, mentre si intensifica il pressing dei sindacati per bloccare il pacchetto di norme che, secondo Cgil, Cisl e Uil, reintrodurrebbero la liberalizzazione dei subappalti e le gare al massimo ribasso. Ipotesi contro le quali si è scagliato il segretario della Cgil, Maurizio Landini, a Radio 24: «Se ci saranno queste due cose, si arriverà alla mobilitazione generale».


In effetti, nella bozza di decreto salta la deroga al Codice degli appalti (fino al prossimo 30 giugno) che consente i subappalti fino al 40% del valore complessivo dell'opera. Il testo contiene invece la proroga di 5 anni delle altre deroghe al Codice previste dal decreto Semplificazioni del 2020 fino al 31 luglio 2021, con alcune varianti. In particolare, salirebbero i tetti sotto i quali si potrebbero affidare gli appalti senza gara: da 75mila a 139mila quello per i contratti di servizi e forniture, mentre l'affidamento dei lavori avverrà con procedura negoziata senza bando per i contratti di importo tra 150mila euro e un milione di euro e con la consultazione di almeno dieci operatori solo per le opere di valore superiore.


Il testo prevede anche l'istituzione di una Soprintendenza unica per le opere comprese nel Pnrr e un pacchetto di norme per semplificare le procedure di autorizzazione. E ci sono anche misure per responsabilizzare i dirigenti che dovranno dare attuazione agli interventi di Transizione digitale della pubblica amministrazione contenuti nel Pnrr. In particolare, con l'introduzione di sanzioni che vanno da tagli della retribuzione fino alla perdita dell'incarico. Sarà competenza dell'Agid, l'agenzia pubblica per l'Italia digitale, verificare e segnalare le «violazioni degli obblighi alla presidenza del Consiglio per l'eventuale esercizio di «poteri sostitutivi». E scatteranno multe per chi ostacolerà l'attività della stessa Agid non fornendo i dati e i documenti richiesti. Il governo potrà disporre anche il commissariamento, in caso di inerzia delle amministrazioni competenti alla realizzazione degli interventi. Infine, sul Superbonus del 110%, se ancora è in bilico l'estensione agli alberghi, dovrebbero invece arrivare le norme per rendere lo sgravio più fruibile nei condomini in caso di difformità e richieste di condono in corso.


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