scarica l'app
MENU
Chiudi
30/06/2020

Meno soldi per lo sport in tv

ItaliaOggi - CESARE DI CINTIO*

Cala il valore dei diritti in Germania. Prima del Covid era attesa una crescita di 800 mln
Eventi live venduti al ribasso. In Italia si decide il 2021
Il Coronavirus abbassa i ricavi dello sport in televisione. Per la prima volta, i diritti tv legati ad eventi sportivi sono stati venduti al ribasso: è successo in Germania, dove per il quadriennio 20212025 si è passati da 1.16 a 1.11 miliardi di euro annui. Un calo non sostanziale, ma significativo: la previsione pre-Covid era di una crescita di 800 milioni complessiva, nel precedente bando il surplus aveva toccato vette inesplorate, +85%. Il rischio di una correzione al ribasso dell'intera economia calcistica c'è, anche perché nessuno dei nuovi players (Amazon in primis) ha ottenuto alcun diritto, con la spartizione che ha riguardato Sky e Dazn: non un bel segnale. Che si tratti di un'anticipazione anche per il trend italiano, prossimo a vendere i diritti per il triennio 2021-2024? Impossibile da affermare con certezza, ma la situazione è spinosa, anche per i rapporti tutt'altro che idilliaci tra Sky e la lega Serie A. Un paradosso: se il bando fosse oggi, Sky potrebbe rischiare di non poter nemmeno partecipare. Il perché è presto detto. In attesa che venga ufficializzato il bando definitivo per la commercializzazione dei diritti audiovisivi 2021/2024, la serie A - presieduta ad oggi dal presidente Paolo Dal Pino - ha pubblicato il 5 febbraio 2020 le relative linee guida approvate con delibera dell'Autorità garante per le garanzie nelle comunicazioni del 27/1/2020 (n. 26/20/Cons). All'interno del documento, nella parte VI quella dedicata alle procedure di assegnazione - viene specificato che «non saranno ammessi a partecipare i soggetti con i quali sia pendente contenzioso per mancato o ritardato pagamento di corrispettivi previsti nei contratti di licenza aventi a oggetto diritti audiovisivi assegnati in esito a procedure competitive precedenti». In parole povere, se il bando fosse oggi Sky potrebbe rischiare di non essere ammessa, causa mancato pagamento dell'ultima tranche (130 milioni circa), che ha portato la Lega a depositare presso il tribunale di Milano un decreto ingiuntivo. L'unica soluzione per l'ammissione sarebbe quella di corredare l'offerta con garanzia fideiussoria per il pagamento di ogni importo maturato e non ancora corrisposto. Di certo, non il miglior biglietto da visita per il nostro movimento del pallone, che di diritti tv ci campa. Basti pensare che il loro peso sui bilanci dei club è del 55%: numeri che da soli spiegano la criticità del contenzioso che riguarda proprio la Lega e Sky. La salvezza? Potrebbe essere rappresentata da un maggior investimento estero, ma come detto in precedenza, la (non) presa di posizione di Amazon&Co non lascia presagire nulla di buono.A questo si aggiunge un altro avvenimento: anche l'Inghilterra, che vende a peso d'oro i propri diritti, ha dovuto rinunciare nell'ultima turnata di contrattazioni a qualche introito: nulla di grave, grazie alla compensazione dell'Oriente e del resto del mondo. Qui da noi la situazione è però diversa. Proprio la vendita dei diritti tv all'estero è stato il tallone d'Achille, con un appeal mediatico nemmeno paragonabile, per esempio, alla Premier. Capito online: Sky (e qui c'è già la certezza) non avrà più alcuna esclusiva streaming della Serie A, per decisione adottata dal Consiglio di stato. Nel 2018 la piattaforma aveva raggiunto con Mediaset un accordo per l'acquisizione della piattaforma tecnologica R2, utilizzata da Mediaset premium per le sue trasmissioni. Un'operazione che destò perplessità e spinse l'Agcm (Autorità garante della concorrenza e del mercato) a intervenire obbligando Sky a un blocco preventivo per tre anni nell'acquisizione di esclusive per il web. Cosa signifi ca per gli appassionati? A partire dal 2021/2022 probabilmente niente più piattaforma Now tv. A tornare in voga sarà quindi il tema riguardante la possibile apertura a nuovi players, ma come dicevamo al momento la situazione è ingarbugliata e non decifrabile. Resta comunque una considerazione di fondo: in caso di ridimensionamento economico dell'ecosistema calcio, l'unica soluzione attuabile sarebbe quella di una nuova visione complessiva, senza spese folli e con un occhio ben più attento allo stato di salute dei bilanci. Non proprio il nostro punto di forza, per usare un eufemismo, viste le tante diffi coltà che ogni anno si presentano a stagione, nei vari campionati professionistici. *Dcf sport legal © Riproduzione riservata

Foto: Paolo Dal Pino