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25/05/2021

Meno freni sugli appalti per altri 5 anni

Libero - AN. CA.

I primi lavori sul decreto Semplificazioni
Vince la gara chi offre il pezzo più basso. I sindacati allarmati minacciano lo sciopero
■ La scommessa è la mai decollata semplificazione: procedurale, normativa, tecnica. A cominciare dalle autorizzazioni, per arrivare alle procedure di selezione degli esperti (senza finire nella tagliola dei concorsi infiniti). Tamponate in qualche modo le urgenze più impellenti il governo sta ora concentrandosi su come "mettere a terra" gli oltre 230 miliardi di fondi straordinari europei e nazionali che entro il 2026 bisognerà dimostrare di aver speso e speso bene. Con tabelle di marcia serrate e scadenze programmate e verificate. Anche perché i quattrini arriveranno a step progressivi, seguendo l'avanzamento dei lavori e l'implementazione delle riforme richieste. A questo punto l'urgenza maggiore è ridurre considerevolmente i tempi delle autorizzazioni, snellire quindi la burocrazia, accelerare la transizione digitale della pubblica amministrazione e gli appalti. Al "fondista" Mario Draghi (appassionato di gare fondo come la mezza maratona Roma Ostia conclusa nel 2005 in 1h, 55 minuti e 53 secondi), spetterà mettere il Paese sulla pista della crescita spinta e fare da traino. Varando un nuovo decreto Semplificazioni per dimostrare a Bruxelles che l'Italia questa volta sarà capace di spendere i 193 miliardi del Recovery e gli altri 30 di stanziamenti nazionali aggiuntivi. Le prime bozze del decreto (40 articoli, per ora), cominciano a circolare. La prossima settimana insieme alla governance del Recovery (accentrata a Palazzo Chigi e al Tesoro nelle fidate mani di Daniele Franco), dovrebbero vedere la luce anche le regole per il reclutamento di tecnici indispensabili. Con contratti a termine «3+2», come anticipato dal ministro Renato Brunetta, e l'adozione di una sorta di Linkedin statale per selezionare gli esperti delle varie materie sulla base dei curriculum. Per ora si discute - con inevitabili tensioni - tra i tecnici dei vari ministeri. L'impianto generale sarà poi anticipato agli uffici della Commissione Ue. Già si ipotizza una proroga al 2026 della deroga sugli appalti, varata l'estate scorsa dal governo Conte. A cominciare dalla liberalizzazione del subappalto (sparirebbe la soglia del 40% di lavori che chi vince una gara può affidare), e la possibilità di aggiudicarselo sulla base del "prezzo più basso". Ipotesi che allarma i sindacati che minacciano mobilitazioni. Cambierebbero le soglie per gli affidamenti: senza bando per i lavori tra 150.000 euro e un milione. E per evitare che tutte le buone idee finiscano per andare a sbattere contro una negativa Via (Valutazione di impatto ambientale), verrà istituita una supercommissione con 40 esperti che indicherà i progetti «indifferibili». © RIPRODUZIONE RISERVATA