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03/08/2018

Meno fondi per gli assegni di cura Sui disabili è ancora lite con la Regione

Corriere del Mezzogiorno

Il caso
Ruggeri: «Ci sono soltanto 25 milioni». Proteste dalle associazioni
di Lucia del Vecchio L'assegno di cura per i disabili gravi e gravissimi rischia di passare in Puglia dagli attuali mille a 900 euro al mese. Questa è, infatti, la proposta che ieri mattina le associazioni che rappresentano i malati e le loro famiglie, hanno ricevuto dalla Regione Puglia per il nuovo bando 2018. L'assessore regionale al Welfare, Salvatore Ruggeri, la dirigente Anna Maria Candela e il direttore del dipartimento salute della Regione, Giancarlo Ruscitti sono stati chiari. La coperta è corta, la platea è numerosa, i fondi sono esigui. Perciò, dopo aver allentato i cordoni della borsa e trovato risorse per circa 60 milioni di euro rispetto ai 18 iniziali nel 2017, adesso la Regione Puglia deve tornare a stringerli. L'aveva già detto il presidente della giunta regionale Michele Emiliano, lo ha ripetuto ieri l'assessore: «Ci sono solo 25 milioni di euro». Per restare nei conti, il Welfare propone di restringere la platea dei beneficiari traghettandone una parte verso altre forme di assistenza: sostegni sociali come Progetti di Vita indipendente, buoni - servizio sanitari, Red. La Regione vorrebbe che le associazioni accettassero i criteri del nuovo bando che già registra un ritardo inaccettabile per persone cui la malattia non dà certo tregua. Il vecchio bando, accompagnato da polemiche e proteste per inefficienze e ritardi, è scaduto il 13 luglio scorso. I malati rischiano di ritrovarsi di nuovo per mesi senza assegno. Le associazioni sono sul piede di guerra. «Le ultime proposte sono state inviate dalla Regione un giorno e mezzo fa - spiega Mariangela Lamanna, presidente di una delle associazioni presenti all'incontro, il Comitato 16 Novembre - Ciò che si è evinto oggi è che molte persone probabilmente saranno veicolate verso altre forme di assistenza diverse dall'assegno di cura». Tutte le associazioni vogliono conoscere, però, criteri e dati precisi. «Il numero degli aventi diritto potrebbe scendere notevolmente - sottolinea Lamanna - ma noi vogliamo avere una rendicontazione precisa dei dati da incrociare per capire quante persone possono essere veicolate verso altre forme di assistenza». Insomma, l'esperienza insegna. E quindi tutte le associazioni hanno dato suggerimenti per migliorare il bando, ma non hanno dato il via libera perché fosse portata in giunta la determina dirigenziale che stabilisce i criteri della nuova misura di sostegno. Così, dopo ferragosto, Welfare e associazioni toneranno a sedersi allo stesso tavolo. Questa volta con i dati. L'obiettivo, spiega la presidente del Comitato 16 novembre, «è capire quale platea di beneficiari si riuscirà a coprire e se vi sono spiragli per reperire fondi aggiuntivi». Anche l'entità dell'assegno, secondo le associazioni, «potrà essere individuata solo dopo un'attenta conoscenza dei dati». A sostegno interviene il consigliere regionale Cosimo Borraccino (Leu). «Questo bando avrebbe già dovuto essere disponibile - dice - per far ripartire la misura scaduta a luglio. Sta già lasciando famiglie pugliesi con gravi difficoltà senza questo importante sostegno».

Foto: La manifestazione dei disabili gravi davanti alla Regione nei mesi scorsi

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