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11/06/2020

Meno consumo di suolo e più incentivi ai privati sull’energia

Avvenire - GIANNI SANTAMARIA

IL CAPITOLO "AMBIENTE" NELLE 102 SCHEDE DEL PIANO COLAO
Roma D efinire un piano a lungo termine di decarbonizzazione per arrivare alla carbon neutrality , anche condizionando alla presentazione di progetti di efficienza energetica parte dei fondi destinati a enti locali e centrali. E poi incentivi all'efficienza energetica delle imprese, attraverso la fiscalità (carbon tax) e l'istituzione della figura dell' energy manager . E dei privati cittadini, con aiuti per l'auto-produzione di energia, la bioedilizia e conversione degli impianti di riscaldamento e condizionamento. Inoltre puntare sull'economia circolare d'impresa per gestire al meglio rifiuti e acque reflue. Infine, un piano di investimenti per le aree verdi, al fine di ridurre il pericolo del dissesto idrogeologico. In particolare «subordinare il ricorso a nuovo consumo di suolo alla preliminare valutazione di alternative per il riuso e la rigenerazione di aree già urbanizzate. Insomma, ristrutturare l'esistente prima di costruire ancora. E cementificare. E destinare aree inutilizzate per l'edilizia sociale. Questi sono solo alcuni degli obiettivi "ecologici" proposti dal Piano Colao. Nel quale sono una ventina i punti dedicati a "Infrastrutture a ambiente, volano del rilancio". A quelli più tradizionalmente legati alle tematiche ambientali (energia, rifiuti, acque) infatti, il documento predisposto dalla Task force presieduta dal top manager lega quelli della realizzazione di infrastrutture strategiche non solo nel settore dei trasporti (e anche questo è tema tradizionalmente connesso all'ambiente, in particolare per l'inquinamento atmosferico) ma anche a quelli delle telecomunicazioni e del digitale. E a questioni procedurali essenziali per realizzare queste infrastrutture strategiche come la semplificazione del Codice degli appalti e della burocrazia, velocizzando la Pa. Il tutto ovviamente nel contesto europeo del green deal e dei finanziamenti sempre più legati allo sviluppo sostenibile. E in quello della pandemia da coronavirus, che tra le altre cose ha fatto emergere l'importanza del mondo digitale e dello smart working (che ha impatto ambientale evitando gli spostamenti per lavoro). Sul versante tecnologico il piano prevede, proprio per ovviare alle differenza tra chi nel lockdown ha avuto accesso alla rete veloce e chi no, uno sviluppo del processo di copertura del territorio nazionale, dei voucher per dare accesso ai meno abbienti alla banda larga ed eliminare il digital divide . Infine, cosa che non è piaciuta a molti ambientalisti, lo sviluppo delle reti 5G, prevedendo l'adeguamento delle soglie di emissioni elettromagnetiche ai valori europei che sono tre volte quelli italiani. Inoltre la non opponibilità a livello locale per tali impianti se i protocolli nazionali sono rispettati. Sui trasporti gli incentivi riguardano l'ammodernamento del parco mezzi in circolazione e la sempre invocata, ma non realizzata, transizione del trasporto merci dalla gomma alla rotaia. Anche grazie a un piano "intermodale" per porti e ferrovie.