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17/06/2020

Menduni: facciamo ferrovie come il Ponte di Genova

MF - Anna Messia

Per il professore intorno alle opere occorre costruire consenso, come fece Moretti sospendendo il Codice degli Appalti
Qu esta potrebbe essere l'occasione d'oro per velocizzare lavori ferroviari fermi in Italia da decenni e collegare finalmente l'intero Paese sospendendo per qualche anno il Codice degli Appalti, utilizzando la liquidità in arrivo dall'Unione Europea e facendo affidamento sul consenso sociale che si è venuto a creare nel clima post Covid, che per certi versi somiglia al Dopoguerra. Ne è convinto Enrico Menduni, docente e saggista, autore di Andare per treni e stazioni (Il Mulino). «La costruzione della linea Roma-Napoli è una storia di successo che andrebbe ripercorsa oggi», suggerisce Menduni. Domanda. Sarà possibile replicare la stagione che ha consentito di costruire in meno di 10 anni l'Alta Velocità? Risposta. Il merito di quel successo è stato soprattutto dell'allora amministratore delegato di Ferrovie Mauro Moretti, manager abile a bypassare l'ostacolo più complicato in Italia: la burocrazia. Se per la nuova linea Roma-Firenze, completata nel 1992, c'è voluto un quarto di secolo, il percorso Torino-Salerno è stato completato in meno di dieci anni nel 2009. Con il nuovo Codice degli Appalti neppure Moretti riuscirebbe a essere così rapido; servirebbe sospenderlo. D. Da quali opere ripartire? R. Da quelle avviate. La Tav Torino-Lione ideata negli anni 90 e in fase di progettazione dal 2000, il terzo valico (la Tav Tortona-Novi Ligure-Genova, ndr) che ha aperto i cantieri nel 2013, o il progetto italoaustriaco del Brennero, che ha avviato i lavori nel 2007, e la NapoliBari, progettata ma che prosegue al rallentatore con tratti a binario unico. Bisognerebbe poi iniziare a studiare nuovi progetti su linee costruite ai tempi dell'Unità d'Italia, come la RomaAncona, inaugurata nel 1866, o, ancora, l'alta velocità in Sicilia. D. Gli elementi che ne hanno frenato la realizzazione non sono scomparsi... R. Nel Paese c'è un clima positivo per opere capaci di portare occupazione. Servirà comunicarne il valore e coinvolgere le comunità. Il caso Moretti nella realizzazione della Roma-Napoli andrebbe studiato dal punto di vista politico: c'era rischio di infiltrazioni mafiose e vincoli archeologici, ma Moretti è stato bravo a far risultare l'opera gradita a tutti. Ha completato le tratte meno problematiche e le persone hanno iniziato a conoscerne i vantaggi, poi le ha collegate tutte. D. Che cosa non ha funzionato nel caso della Tav Torino-Lione? R. Non c'è stato il coinvolgimento dei territori. Serve lavorare per ottenere consenso, come è stato per il Ponte di Genova, realizzato con procedure semplificate. Chiunque avesse pensato di opporsi sarebbe stato linciato. (riproduzione riservata)

Foto: Enrico Menduni