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25/06/2020

Mega-appalto per le mascherine Ieffi chiama in aula Borrelli per testimoniare a suo favore

Corriere della Sera - F. Fia.

Oggi inizia il processo
Il capo della protezione civile Angelo Borrelli e l'ad di Consip Cristiano Cannarsa sono tra i 30 nomi ch la difesa di Antonello Ieffi chiede di ascoltare come testimoni nel processo immediato che comincia oggi a carico del 42enne imprenditore del Frusinate. Ieffi è accusato di turbativa d'asta e inadempienza di contratto sulle pubbliche forniture in relazione alla gara d'appalto per 24 milioni di mascherine (e camici e guanti) da importare dalla Cina. Secondo l'accusa del pm Alberto Pioletti e del procuratore aggiunto Paolo Ielo, Ieffi avrebbe alterato la gara per ottenere l'appalto da 15,8 milioni di euro pur non essendo in grado di rispettarlo: «Un gioco d'azzardo sulla salute pubblica», lo definiva il gip nell'ordinanza di arresto dello scorso 14 aprile, in pieno lockdown (il 42enne è oggi ai domiciliari). La denuncia partì dalla stessa Consip. «Non c'è un motivo per cui il mio assistito sia dovuto finire in galera», attacca il suo legale, Ivano Chiesa, già difensore di Fabrizio Corona, con cui Ieffi ha un passato comune. Secondo la difesa, la turbativa d'asta non regge senza il sostegno di una corruzione (non contestata) e quanto all'inadempienza contrattuale le cause risiederebbero, in ritardi e problemi logistici sull'export propri dell'emergenza sanitaria. Il gip definiva Ieffi «spregiudicato e temerario», avendo le indagini del Nucleo di polizia economica e finanziaria della Finanza ricostruito le sue presunte trame illecite. Per partecipare alla gara Ieffi avrebbe nascosto gli impedimenti a carico della sua società agricola, Biocrea. «So' numeri esageratamente grandi... quindi... ho detto, perché non ci proviamo?», lo si ascolta in una intercettazione. «Ieffi non ha preso soldi e questo è inconfutabile», chiosa l'avvocato Chiesa.

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Parti lese

Il ministro della Salute, Roberto Speranza (a sinistra) e il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti. Il governo è parte lesa nel processo