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27/07/2018

Mega-appalto a rischio per l ‘ impero Ristorart

Gazzetta del Sud

Dopo la notifica dell ' interdittiva antimafia il Comune di Torino avvia la procedura di revoca dell ' assegnazione di due lotti da 20 milioni
L ' impresa catanzarese con sede in Toscana presenterà delle memorie difensive in attesa della pronuncia del Tar
Francesco Ranieri A qualche giorno dalla notifica dell ' interdittiva antimafia alla Ristorart Toscana srl arrivano le prime ripercussioni sugli appalti in capo alla ditta. In questo caso l ' onda lun ga del provvedimento emesso dalla Prefettura di Prato (dove l ' impresa ha sede legale) arriva a Torino, dove Ristorart aveva ottenuto a maggio un consistente appalto per il servizio mensa 2018-2021 nelle scuole del capoluogo piemontese. L ' amministrazione del sin daco Chiara Appendino ha infatti avviato le procedure di revoca dell ' appalto alla ditta. È stato l ' assessore alle Risorse educative Federica Patti a riferire al riguardo, assicurando contemporaneamente che non ci saranno comunque ripercussioni sul servizio che partirà regolarmente il prossimo 10 settembre. Al di là delle questioni che riguardano quell ' amministra zione, Ristorart aveva ottenuto l ' assegnazione di due lotti di un bando che nei mesi scorsi aveva suscitato già al momento della sua pubblicazione diverse polemiche per via della sostenibilità economica complessiva. L ' azienda toscana - che in Calabria gestisce, tra i vari appalti, il servizio ristorazione della Cittadella regionale a Germaneto e dell ' ospedale " Pugliese " - aveva proposto l ' offerta migliore per quanto riguarda i lotti n. 2 e 5, suddivisi in base alle circoscrizioni. Trattandosi di una città come Torino, la base d ' asta era consistente: la base d ' asta per il primo lotto era di 14,5 milioni di euro, aggiudicato a 11,6 con un prezzo per singolo pasto a 3,99 centesimi; un prezzo che ha sfondato la soglia ritenuta invalicabile dei quattro euro. Il lotto 5 partiva invece da una base d ' asta di 12,5 milioni e Ristorart se l ' era aggiudicato proponendo dieci milioni. La decisione del Comune di Torino arriva dunque in un momento molto delicato per la ditta che si è già mossa per contrastare l ' interdittiva im pugnandola al Tar Toscana e chiedendone intanto la sospensiva; sul fronte del provvedimento di revoca, invece, Ristorart ha dieci giorni di tempo per inviare a Palazzo Civico le proprie tesi difensive, dopodiché l ' amministra zione Appendino dovrà prendere una decisione. Qualora riuscisse a ottenere una sospensiva dell ' interdittiva - che ha definito come «infon data e illogica» - l ' azienda po trebbe avere una carta in più da giocare per cercare di mantenere l ' appalto torine se. Nulla trapela al momento, invece, dal versante calabrese, dove gli enti e strutture che hanno appaltato i servizi mensa alla Ristorart stanno probabilmente attendendo l ' evolversi degli eventi prima di muoversi nella direzione di un ' eventuale revoca o del mantenimento dello status quo. L ' interdittiva antimafia della Prefettura di Prato è stata inviata a Ristorart non sulla scorta di coinvolgimenti diretti nell ' inchiesta " Jonny " della Dda di Catanzaro; anzi, il suo socio di maggioranza, Nicola Capogreco, non è neppure indagato nella mega-inchiesta, e lo stesso vale per gli altri componenti della società. Al centro del provvedimento interdittivo è finita infatti una precisa scelta economica: la decisione di dare in subappalto, a giugno 2016, una quota del servizio mensa del Cara (il centro d ' accoglienza) di Isola Capo Rizzuto alla società " Q u a d r i foglio srl " , che l ' anno succes sivo è poi finita al centro dell ' inchiesta per la sua pre sunta vicinanza alla cosca Arena-Nicoscia di Isola Capo Rizzuto. 3

Foto: L ' azienda ha ottenuto l ' affidamento del servizio mensa in due circoscrizioni della città sabauda


Foto: Mense scolastiche. La Ristorart Toscana srl rischia di perdere un appalto da venti milioni di euro per il servizio refezione in alcune scuole di Torino