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03/03/2019

Mega-appalti Tav, il governo non sa come fermare i bandi

Il Fatto Quotidiano - GIANNI BARBACETTO

L ' 11 MARZO Il Tesoro per l ' ok ai bandi Telt. Toninelli chiede un altro parere per sapere se può revocarli. Ma si rischia un super contenzioso
La partita sul Tav s ' ingo mitola ogni giorno di più, mentre s ' avvicina la data fatidica dell ' 11 marzo in cui si riaprirà a Parigi il consiglio d ' amministrazio ne di Telt, la società dei governi italiano e francese che ha l ' incarico di costruire la Torino-Lione. Quel giorno il cda lancerà i primi due bandi di gara per la realizzazione del tunnel: riguardano l ' i n te r o tratto francese del traforo, i tre quarti dell ' opera, 45 dei 57,5 chilometri totali, del valore di 2,3 miliardi di euro. Sarà la vera partenza del Tav: finora sono stati realizzati solo studi e scavi preparatori. PER FARE IL MIRACOLO, dopo v e nt ' anni di studi, proteste, modifiche e rinvii, c ' è voluto un governo con dentro i No-Tav e un ministro delle Infrastrutture Cinquestelle. Danilo Toninelli ha ribadito la sua personale contrarietà alla Torino-Lione, come il Movimento da cui proviene, che ha sempre ritenuto l ' opera uno spreco ingiustificato. Le fredde cifre dell ' analisi costi-benefici hanno confermato la non utilità del Tav. E anche Davide Casaleggio, presidente dell ' associazione Rousseau, ieri ha ribadito che " il tema è già stato dibattuto anni e anni con gli iscritti e la soluzione e il punto d ' arrivo è sempre stato lo stesso. Penso che la base su questo tema abbia sempre espresso la propria opinione in modo univoco " . Il Movimento 5 stelle ha smentito l ' ennesima bufala circolata nei giorni scorsi, secondo cui Luigi Di Maio sarebbe preoccupato per un sondaggio riservato che rivelerebbe che la maggioranza degli elettori pentastellati sarebbe favorevole alla Torino-Lione. " Nessun dossier segreto, i due terzi degli elettori M5s sono contrari, solo il 18 per cento è favorevole " . EPPURE LUNEDÌ 11 partiranno i primi bandi. Toninelli si dice convinto che, secondo le norme francesi, gli appalti potranno comunque essere in seguito bloccati. Non sono dello stesso parere gli esperti consultati finora, che ritengono difficile fermare unilateralmente, adducendo " motivi d ' i n te r e s s e generale " , le gare una volta avviate. L ' Avvocato dello Stato a cui era stata chiesta dal ministero una relazione tecnico-giuridica aveva sostenuto che uno stop da parte dell ' Ita lia " potrebbe non integrare il contenuto di un nuovo motivo di interesse generale " . E gli esperti della Commissione tecnica Torino-Lione avevano aggiunto che i rischi di contenziosi e le possibili richieste di risarcimenti a carico dello Stato rendono irreversibili le procedure d ' appalto, dopo il loro lancio. Ora Toninelli sembra orientato a chiedere un nuovo parere all ' Avvocatura dello Stato: sulla possibilità di bloccare gli appalti dopo aver lanciato le gare; e anche sul problema sollevato dalla Commissione tecnica Torino-Lione e raccontato ieri dal Fatto Q u ot i d i an o : le gare non potrebbero essere bandite, in forza dell ' articolo 16 dell ' Ac cordo italo-francese del 30 gennaio 2012 ratificato dai Parlamenti italiano e francese. Dice che " l ' avvio dei lavori delle varie fasi della parte comune italo-francese della sezione internazionale " non può avvenire senza " una condizione p re l i mi n ar e " : la disponibilità del finanziamento per realizzare l ' opera. La disponibilità non c ' è: dei 9,63 miliardi di costi del tunnel, quantificati dal Cipe nel 2016, l ' Italia ha messo a disposizione 2,63 miliardi, il 27 per cento, l ' Unione europea 0,57 miliardi, il 6 per cento, ma la Francia non ha ancora deciso alcuna programmazione futura su base pluriennale per i finanziamenti che, finora, sono arrivati attraverso l ' agen zia pubblica Afitf. PIÙ SECCA la posizione del ministero del Tesoro, il cui ruolo nella partita Tav è ancor più determinante, visto che è quello che ci mette i soldi. Ritiene che le gare non possano essere fermate, per non mettere a rischio i finanziamenti dell ' Unione europea. Lo aveva ribadito seccamente il rappresentante della Commissione europea nel cda Telt del 19 febbraio: " Condizione per la conferma dell ' intera contribuzione di 813 milioni di euro " è " la tempestiva pubblicazione dei bandi, mentre in caso contrario verrà applicata una riduzione di 300 milioni " . In queste condizioni, ragionano al Tesoro, i membri del cda Telt di nomina italiana (cinque su dieci) non possono bloccare le gare, col rischio di essere poi chiamati a rispondere di danno erariale. Per fermare il treno degli appalti, è la linea del Tesoro, ci vorrebbe una legge votata dal Parlamento italiano che faccia uscire ufficialmente l ' Italia dalla partita Tav. Ma per questa legge i voti in Parlamento non ci sono: i 5stelle sarebbero soli contro tutti. Le gare IL CDA di Telt, p ro m o to re i t a l o -f ra n ce s e dell ' o p e ra , si riunirà l ' 11 marzo per bandire le gare dei lavori dell ' i n te ro t ra t to f ra n ce s e . Parigi, però, ancora non ha stanziato i fondi n e ce ss a r i

2,3 miliardi

I lavori da aggiudicare Casaleggio: " Su questo cade il governo? Non credo ma la base non la vuole... "

Foto: Alla guida Il dg di Telt, Mario Virano, e la talpa me cca n ica nel cantiere di Chiomonte Ansa / La Presse