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08/09/2020

Medici nelle scuole, c’è il bando dell’Asl Aiuteranno i prof a rispettare i protocolli

Il Tirreno - Gianni Parrini

Domande entro il 19 settembre, graduatoria entro il 30: possono candidarsi anche pensionati e neolaureati
Gianni Parrini / LUCCAMedici nelle scuole, c'è il bando: domande entro il 19 settembre, graduatoria entro il 30. Lo aveva annunciato e ora è arrivato: Asl nord ovest ha pubblicato la manifestazione di interesse per la creazione di una graduatoria a cui far riferimento per l'affidamento di incarichi a laureati in medicina e chirurgia, abilitati all'esercizio della professione medica e iscritti agli ordini professionali, eventualmente specializzati o specializzandi iscritti all'ultimo e penultimo anno di corso, nonché a medici in pensione che non abbiano già compiuto i 70 anni. Il compenso è 35 euro lordi per un impegno orario indicativo di 30 ore settimanali. Da quante unità sarà composto il contingente dei camici bianchi che opereranno nelle scuole lucchesi ancora non è chiaro, ma almeno il bando dà anche qualche indicazione in più su compiti e responsabilità dei medici: gli incaricati saranno assegnati al dipartimento di Prevenzione e svolgeranno la loro attività prevalentemente presso i plessi dei servizi educativi per la prima infanzia e delle istituzioni scolastiche del territorio. Gli incaricati avranno il compito di supportare la scuola, i medici curanti sia degli alunni sia del personale scolastico per le attività di prevenzione, contenimento e gestione dei casi e dei focolai di Covid. Dovranno fornire supporto al referente individuato dalla scuola dal punto di vista epidemiologico, nella gestione dei casi sospetti, dei casi confermati e dei focolai, nonché nelle attività di formazione del personale scolastico e delle famiglie. Insomma, tutto quello che prevede il protocollo di fronte a un caso di positività: ovvero il portare l'alunno nell'aula Covid che ogni scuola mette a disposizione e avvertire i genitori che lo porteranno a casa, contatteranno il medico e quest'ultimo il dipartimento della Prevenzione. La scuola attiverà un monitoraggio, sempre in stretto raccordo con il dipartimento di Prevenzione, per identificare precocemente la comparsa di possibili altri casi e valuterà se effettuare la quarantena su compagni di classe e insegnanti dell'alunno positivo. Ma la cosa non è così semplice: se un bimbo presenta febbre, per verificare una eventuale positività serve il tampone e il risultato arriverebbe solo in 24-48 ore. Nell'attesa così si fa: si mandano tutti a casa oppure no? Per velocizzare le diagnosi e risolvere questo problema 10 virologi, epidemiologi e immunologi italiani hanno scritto una lettera aperta all'adesione per chiedere che nelle scuole vengano utilizzati i test rapidi, che consentono di avere una risposta in 10-15 minuti. Questo permetterebbe di non bloccare ogni giorno le lezioni. Il problema è che questi test, ce ne sono di vari tipi, nel complesso sono meno precisi dell'esame molecolare (il tampone), che è e resta il sistema più affidabile per diagnosticare la presenza del coronavirus. I test rapidi sono già usati negli areoporti di Ciampino e Fiumicino, ma sono diversi da quelli utilizzati in stazioni e porti toscani (vedi pezzo a fianco). Insomma, la questione è aperta e vederemo cosa succederà da qui al 14 settembre (o 15 visto che a Lucca molte scuole hanno scelto quella data). Intanto il bando per il reclutamento dei medici c'è. --