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29/08/2020

Media Lorenzini, appalto sbloccato Cantiere al via per la fine dell’anno

Corriere Adriatico

Ribaltata la sentenza di primo grado, la ricostruzione dell'edificio affidata a un'impresa piemontese
LA SCUOLA
JESI Finalmente si sblocca il percorso per arrivare a vedere costruita una nuova sede per la scuola media Lorenzini: ribaltata quella che era stata in primo grado la sentenza del Tar delle Marche, il Consiglio di Stato dà ragione alla ditta un'impresa torinese- che si era classificata terza al bando di un anno fa e che aveva presentato ricorso alla giustizia amministrativa.
La svolta
Quest'ultima ha respinto in primo grado ma accolto nel secondo l'istanza della società piemontese, alla quale secondo il Consiglio di Stato- dunque andava e ora sarà assegnato l'appalto. «Gli uffici procederanno ora all'affidamento- è il commento del sindaco Massimo Bacci- e il primo passo sarà subito quello di richiedere alla nuova ditta aggiudicataria tutta la documentazione necessaria in questi casi. Dopo di che, confido che entro la fine dell'anno i lavori possano finalmente partire». Dalla consegna del cantiere in mano alla ditta, da contratto saranno 900 i giorni di tempo a disposizione per realizzare e condurre a termine i lavori: un progetto da poco meno di 4 milioni di euro, a copertura dei quali l'amministrazione ha contratto un mutuo ma conta anche su un risorse ministeriali per 1,7 milioni.
L'accelerazione
«Ciò che è importante- dice Bacci- è che si sia finalmente giunti allo sblocco di una situazione di stallo che si era venuta a creare e si è protratta anche troppo a lungo, complice anche il rallentamento delle attività giudiziarie dovuto nei mesi scorsi all'emergenza sanitaria». Nell'estate del 2019 l'appalto era risultato affidato ad una ditta di Forlì. Sembrava fosse giunto in dirittura d'arrivo un percorso avviato nel 2014 quando, a seguito delle verifiche di sicurezza anti-sismiche, si decise di abbandonare e poi di demolire- nel 2018- la vecchia sede della Lorenzini in viale Verdi. Da sei anni l'attività della scuola è stata trasferita in via provvisoria nell'ex Seminario di via Lorenzo Lotto, affittato dalla Curia al Comune. Per la nuova Lorenzini si è scelta un'area differente di proprietà comunale, in via Schweitzer, e si era inizialmente puntato ad un finanziamento da parte dell'Inail. Vicolo cieco o quasi e così, quando due anni fa le nuove norme adottate dal Governo sono tornare a consentire al Comune di contrarre mutui, si è cambiata strada. Assegnato l'appalto una prima volta, è però arrivato il ricorso. Al centro dell'impugnazione da parte della ditta torinese, che era risultata terza classificata, il criterio seguito nel calcolare la soglia di anomalia. Alla base, aveva spiegato il sindaco Bacci nell'annunciare a suo tempo in Consiglio il ricorso, «l'interpretazione da dare delle norme del decreto cosiddetto Sblocca cantieri». Di qui lo stop, con la società ricorrente che non si è data per vinta dopo il primo no del Tar, ribaltato in secondo grado dal Consiglio di Stato. Ora si ripartirà, con la speranza di vedere la scuola completata per il 2023.
Quattro blocchi
La nuova scuola, hanno spiegato i progettisti, sarà composta da quattro corpi e ospiterà su due piani 15 aule normali- 5 sezioni per 420 alunni e aule speciali come laboratori e biblioteca. Quindi la palestra, sul retro, prefabbricata in cemento armato, con spogliatoi, servizi, area di pronto soccorso e fruibile anche in orari extrascolastici per altri utenti, tanto che l'accesso del pubblico è esterno. Previsto anche un atrio-agorà, collegato con l'esterno da una vetrata schermata a tutta altezza, con ante apribili, che si affaccia su porticato e piazzale. All'interno una scalinata che confluisce su una platea, dove sedersi o partecipare ad attività ricreative.
Fabrizio Romagnoli
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