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21/08/2020

Mazzette per gli appalti A Milano 8 avvisi di garanzia

La Notizia Giornale - CLEMENTE PISTILLI

Mazzette per gli appalti A Milano 8 avvisi di garanzia
Per anni la Lega è andata avanti al grido di "Roma ladrona". Ecco però che, dal caso del Pio Albergo Trivulzio ai tempi di Mario chiesa ad oggi, le inchieste per tangenti si susseguono a Milano. Ultima in ordine di tempo quella sull'appalto per la caserma dei carabinieri Montebello, per cui la Procura ha appena spedito otto avvisi di garanzia. L'INDAGINE I carabinieri hanno notificato, nelle pro vince di Milano, Roma e Pavia, un avviso di conclusione delle indagini preliminari al dirigente generale del Ministero delle infrastrutture e trasporti Francesco erricchiello , già provveditore delle opere pubbliche a Milano, un ingegnere del Provveditorato alle opere pubbliche per la Lombardia e l'Emilia Romagna, un libero professionista e cinque fra amministratori e dipendenti di imprese private, tra cui l'imprenditore Ottaviano cinque . Gli otto indagati sono accusati, a vario titolo, di corruzione e turbativa d'asta, "commessi nell'ambito dell'appalto per i lavori di ristrutturazione della caserma dei carabinieri Montebello", nel capoluogo lombardo. Una gara del valore di oltre 38 milioni di euro, affidata nel 2011 dal Prov veditorato interregionale opere pubbliche di Lombardia e Liguria all'impresa romana So.Co.Stra.Mo. della famiglia Cinque. L'inchiesta, coordinata dai pm Giovanni polizzi e paolo Filippini e portata avanti dal Nucleo investigativo di Milano, è stata avviata nel febbraio di tre anni fa quando, in concomitanza con la domanda di concordato preventivo presentata dalla So.Co. Stra.Mo., alcuni subappaltatori denunciarono anomalie nella contabilizzazione delle opere subappaltate e relativi ritardi nei pagamenti. Le indagini, "ricostruendo le gravi relazioni collusive fra alcuni pubblici funzionari del Provveditorato alle opere pubbliche di Milano e la dirigenza della ditta appaltatrice che hanno condizionato, sin dall'origine, l'affidamento e l'esecuzio ne dell'appalto" hanno portato a scoprire, secondo gli inquirenti, la corruzione del provveditore dell'epoca, attualmente dirigente generale del Mnistero che, nel 2014 avrebbe percepito dal direttore operativo dell'impresa appaltatrice una tangente di 50mila euro per avere favorito l'associazione temporanea d'imprese So.Co.Stra. Mo.-Baglioni nell'assegnazione dell'appalto. La tangente sarebbe stata pagata ricorrendo all'emissione di una fattura fittizia da parte di una ditta compiacente, e consegnata dal progettista esecutivo dell'appalto che, a sua volta, avrebbe partecipato "alla formazione della provvista illecita" per remunerare il dirigente pubblico che lo aveva segnalato alla So.Co.Stra.Mo. per l'incarico di progettazione. Sempre secondo gli inquirenti, il responsabile unico del procedimento, Giovanni Gatto , per astenersi dalla vigilanza sulla corretta esecuzione del contratto pubblico, nel 2014 avrebbe ottenuto dalla dirigenza operativa dell'impresa appaltatrice la parziale ristrutturazione di due appartamenti di sua proprietà, per un controvalore complessivo di circa seimila euro. Lo stesso Gatto è inoltre accusato di turbativa d'asta insieme al professionista claudio Marabelli per gli affidamenti di alcuni incarichi esterni per i lavori in altre caserme a Sarezzo e Flero, nel bresciano, e a Inzago, nel milanese. E gli è stata anche contestata un'altra ipotesi di corruzione in relazione ai "lavori di ampliamento e messa a norma del terzo piano del Palazzo di Giustizia di Pavia". Per i magistrati, l'indagine, denominata "Casa Nostra", ha permesso di svelare "gli accordi illeciti fra pubblici funzionari e professionisti privati.

Foto: il paradosso


Foto: La corruzione contestata agli indaga è rela va ai lavori per una caserma dei carabinieri