scarica l'app
MENU
Chiudi
10/09/2020

Mazzette nella sanità I giudici su Damiani: non c’è associazione

Giornale di Sicilia

Respinto l'appello della procura
Il tribunale del riesame ha respinto l ' appello della procura che mirava ad aggravare ulteriormente la situazione di Fabio Damiani, l ' ex di rigente dell ' Asp 6 di Palermo ed ex direttore generale dell ' azienda sa nitaria provinciale di Trapani, in carcere dal 21 maggio nell ' ambito dell ' inchiesta «Sorella sanità». I giu dici non hanno accolto l ' i m pu g n a zione dei pm che puntava a far riconoscere la sussistenza del reato di associazione a delinquere, che l ' ex manager avrebbe commesso assieme all ' imprenditore e suo collabo ratore Salvatore Manganaro e a Vincenzo Li Calzi. Respinta anche l ' impugnazione contro un ' alt ra misura non accolta dal gip Claudia Rosini: la richiesta di sequestrare 238 mila euro come prezzo della corruzione pagata allo stesso Damiani. Nei giorni scorsi però la stessa cifra era stata sequestrata, su ordine sempre del tribunale del riesame in sede di appello, nei confronti di un altro indagato, Francesco Zanzi, responsabile della azienda Tecnologie sanitarie. Nella decisione pronunciata ieri ma di cui le motivazioni si conosceranno fra 45 giorni, il collegio ha accolto le tesi dei difensori di Damiani, gli avvocati Fabrizio Biondo, Vincenzo e Emanuele Settimo Zummo, che avevano sostenuto l ' impossibilità di riferire la corru zione esercitata da TS, «Tecnologie sanitarie», proprio a Damiani, che fu anche coordinatore della centrale unica di committenza della Regione Siciliana. I legali hanno sostenuto che una conversazione intercettata tra Manganaro e uno dei manager dell ' azienda romana, Ro berto Satta, in cui si parlava di una somma di denaro da pagare, registrata il 9 maggio 2019, sarebbe avulsa dall ' aggiudicazione della gara Asp di Palermo sulla fornitura di apparecchiature elettromedicali: l ' assegnazione dell ' appalto era infatti avvenuta molto prima, il 30 novembre 2017. Esclusa anche la riferibilità all ' aggiudicazione dell ' analoga ga ra bandita dal Cuc, la centrale unica di committenza, perchè anche questa era avvenuta molto prima, il 28 febbraio 2018. Fabio Damiani poi già da maggio 2019 non ricopriva più alcun ruolo presso l ' Asp di Pa lermo. Damiani nelle ultime settimane era stato tirato in ballo dalle ammissioni - ritenute finora molto parziali dall ' accusa - fatte da Man ganaro, suo ex collaboratore, che ha ammesso una serie di dazioni fatte e ricevute da lui e Damiani per aggiustare alcuni appalti nella sanità. Dichiarazioni che adesso sono al vaglio degli investigatori per maggiori approfondimenti. Nella ricostruzione del procuratore aggiunto Sergio Demontis, e dei pm Giovanni Antoci e Giacomo Brandini, gli appalti condizionati ammontano a oltre 600 milioni di euro. Il riesame, sempre in sede di appello, due settimane fa aveva accolto il ricorso della procura ordinando gli arresti domiciliari per il deputato regionale dei popolari e autonomisti Carmelo Pullara, nei cui confronti il gip Rosini non aveva ritenuto sussistenti gli indizi della turbativa d ' ast a. © RIPRODUZIONE R I S E RVATA

Foto: Il manager in carcere I pm avevano chiesto un aggravamento ulteriore della posizione e un sequestro di beni


Foto: In carcere. Fabio Damiani