scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
11/09/2021

Mazzette in cambio di appalti: 3 arresti c’è anche l’editore dell’agenzia Dire

La Stampa - GRAZIA LONGO

Il gip: tangenti da 500 mila euro passate dal Miur, alla dirigente pagavano anche la colf La donna accusata di aver ricevuto i soldi "Ho sempre servito lo Stato con onestà"
ROMA Intercettazioni telefoniche e ambientali, verifica dei flussi di denaro da un conto all'altro per il pagamento delle mazzette, tangenti per oltre mezzo milione di euro usate per pagare anche l'affitto e le bollette di casa, il sarto, l'autista, la domestica, le lezioni di violino, oltre che promesse di assunzioni e promesse di acquisti di immobili. Nelle 203 pagine dell'ordinanza che ieri mattina ha portato all'arresto in carcere dell'imprenditore Federico Bianchi di Castelbianco, editore dell'agenzia di stampa "Dire" e ai domiciliari dei due suoi dipendenti Valentina Franco e Fabio Condoleo, c'è una montagna di elementi a sostegno delle accuse di corruzione. La presunta corrotta è l'ex dirigente del ministero dell'Istruzione Giovanna Boda, che dal 2018 all'aprile del 2021 avrebbe intascato da Bianchi di Castelbianco 548.777 euro in cambio di «plurimi affidamenti di incarichi di comunicazione e formazione per un totale di 23 milioni di euro». Alla notizia dell'inchiesta in corso che la vedeva indagata, Giovanna Boda, il 14 aprile scorso ha tentato il suicidio buttandosi dalla finestra. Eppure, come si legge nell'ordinanza del gip Annalisa Marzano, neppure «l'assenza forzosa della Boda che, dopo il tragico evento, aveva proceduto a rassegnare le sue dimissioni, non ridimensiona gli affari e le mire espansionistiche di Bianchi di Castelbianco che si muoveva e si muove ancora con disinvoltura all'interno del dipartimento potendo contare su rapporti di collaborazione risalenti e consolidati». Le indagini svolte dal nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza, coordinate dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, hanno portato anche al sequestro preventivo di 340 mila euro nei confronti di Boda. Bianchi, che è anche psicoterapeuta, socio al 95% della società Comunicazione ed editoria srl e amministratore unico dell'Istituto di ortofonologia, avrebbe anche cercato di occultare le prove contro di lui, preoccupato per le intercettazioni. Ansia che aveva anche Boda la quale aveva più volte fatto «bonificare» il suo cellulare attraverso la mediazione di Valentina Franco. Per quanto riguarda gli incarichi milionari affidati, l'ex dirigente del Miur avrebbe firmato più decreti per 39.950 euro aggiudicati alla società di Bianchi. Una cifra di 50 euro inferiore al limite dei 40 mila euro, soglia per la quale il Codice dei contratti, richiede una gara d'appalto. Intanto Giovanna Boda, attraverso il suo avvocato Giulia Bongiorno, si difende su tutta la linea: «Le accuse a me rivolte, unitamente al fatto che sono state rese pubbliche sui media senza nemmeno lasciarmi la possibilità di opporre la mia ricostruzione dei fatti, mi hanno sconvolto. Non chiedo compassione, ma rispetto per l'umiliazione e il dolore che mi sono stati inflitti: tutto quello che ho dimostrato in lunghi anni di servizio sembra essere stato cancellato in poche settimane. Ho sempre servito lo Stato con rigore e onestà e ho chiesto di essere interrogata proprio per chiarire la mia posizione». -

La vicenda

La presunta corrotta è l'ex dirigente del Miur Giovanna Boda (figlia dell'ex sindaco di Casale Monferrato, Titti Palazzetti) che dal 2018 al 2021 avrebbe intascato 548.777 euro in cambio di "plurimi affidamenti di incarichi". Il 14 aprile scorso alla notizia dell'inchiesta in corso che la vedeva indagata Giovanna Boda ha tentato il suicidio buttandosi dalla finestra. Ieri con un'ordinanza di 203 pagine sono scattati gli arresti in carcere per l'imprenditore Federico Bianchi di Castelbianco e ai domiciliari per due suoi dipendenti. -

Foto: MARIA LAURA ANTONELLI / AGF


Foto: Federico Bianchi di Castelbianco, editore dell'agenzia Dire