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23/05/2020

Mazzette e appalti: arrestato Candela capo della task force anti Covid in Sicilia

Il Messaggero

L'inchiesta
Maxi appalti della sanità pubblica con un vertiginoso giro di mazzette. Tra i 10 arrestati dell'inchiesta "Sorella Sanità" condotta dalla Guardia di Finanza c'è anche Antonio Candela, paladino della legalità e della trasparenza sotto scorta per le sue denunce, nominato tre mesi fa a capo della task force anti Covid: dall'ordinanza del gip, Claudia Rosini, si scopre che proprio Candela avrebbe ordito trame nel tentativo di entrare a far parte del governo e di aver intascato tangenti. L'inchiesta ruota attorno a quattro gare d'appalto indette dalla Centrale unica di committenza della Regione siciliana (una sorta di Consip regionale) e dall'Asp 6 di Palermo per un valore di quasi 600 milioni di euro. Le persone coinvolte sono accusate, a vario titolo, di corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio, istigazione alla corruzione, rivelazione di segreto di ufficio e turbata libertà degli incanti; tra gli indagati anche il deputato regionale Carmelo Pullara, vice presidente della commissione Sanità all'Ars, mentre il manager dell'Asp di Trapani Fabio Damiani è finito ai domiciliari. Sequestrate 7 società, con sede in Sicilia e Lombardia, e disponibilità finanziarie per 160 mila euro, pari alle tangenti già versate. Il giro di mazzette, secondo gli inquirenti, però sarebbe di almeno 1,8 milioni di euro.