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11/03/2021

Mazzette e appalti alla livornese arrestato il sindaco di san Vincenzo

La Notizia Giornale

Al primo cittadino una tangente del 2% sulle gare I proventi usati per finanziare la campagna elettorale Sistema diffuso Nel fascicolo dei pm toscani risultano indagate 23 persone tra cui la vicesindaca Del Carlo
di davide manlio ruffolo Finanziare una campagna elettorale non è uno scherzo e richiede molto denaro. Lo sa bene il sindaco di San Vincenzo, alessandro Bandini , che secondo la Procura di Livorno, diretta dal procuratore ettore Squillace Greco , per ovviare al problema ha escogitato un sistema truffaldino: farsi consegnare da alcuni imprenditori tra il 2 e il 3% delle somme incassate per l'aggiudicazione di lavori pubblici. Per questo il primo cittadino è finito ai domiciliari insieme a due proprietari di azienda che, sostanzialmente, gli avrebbero fornito i fondi con cui sostenere la propria candidatura. Al sindaco, al secondo mandato dopo la rielezione del 2019 con una lista di centrosinistra, viene contestato il reato di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio nell'ambito di alcune gare d'appalto. I due imprenditori edili, invece, vengono considerati "artefici di dazioni illegittime la cui uscita dalla contabilità aziendale è stata dissimulata tramite il pagamento di fatture per operazioni inesistenti". Nel fascicolo che ha travolto l'amministrazione comunale e che preannuncia ulteriori sviluppi, al momento risultano indagate 23 persone tra cui spiccano i nomi del vicesindaco, delia del Carlo , e di due assessori in carica, elisa malfatti e massimiliano roventini . RAGGIRO BEN CONGEGNATO Si tratta di una delicata inchiesta che ha preso le mosse da un esposto presentato da un privato cittadino a seguito di un permesso a costruire rilasciato dal comune che andava a modificare lo sky line sul fronte mare, a causa della sopraelevazione e del cambio d'uso di un ex locale commerciale adibito a ristorante. Un provvedimento molto chiacchierato che, infatti, è stato annullato per due volte dal Tar della Toscana perché in contrasto con le norme urbanistiche comunali ma dietro al quale, per i pm livornesi, si nascondeva molto di più. Dalle indagini, infatti, sono emerse "reiterate condotte di ritenuto abuso edilizio, agevolate da altri comportamenti delittuosi: dal falso in atto pubblico alla corruzione, alla turbata scelta del contraente negli appalti ad opera di imprenditori e funzionari". In particolare in una serie di casi l'azione del comune di San Vincenzo sarebbe stata "diretta ad assecondare le richieste provenienti da imprenditori che hanno contribuito, con varie modalità, ad assicurare un sostegno politico e finanziario nella misura del 2/3% delle somme incassate per effetto dell'aggiudicazione di lavori pubblici". Non solo. Secondo gli investigatori è stata accertata "una resilienza degli indagati alle decisioni della giustizia amministrativa, adita contro i provvedimenti contestati come illegittimi del Comune" i cui "vizi eccepiti" venivano risolti dagli indagati studiando, si legge nel provvedimento, "strategie tendenti ad eludere la sostanza delle norme urbanistiche". Tra gli episodi corruttivi contestati nell'atto è stata accertata, secondo la procura, "la percezione del 2% dell'importo di due appalti del valore di 775.000 e 169.000 euro per la realizzazione di opere pubbliche funzionali a migliorare la viabilità di accesso a un camping". Condotte che sono state ritenute connesse al finanziamento della campagna elet torale per la rielezione a sindaco di Bandini e nel cui contesto è stata organizzata, per auto-promozione, la manifestazione "Miss Livorno 2018 - Miss Notte Rosa" che, sempre secondo i pubblici ministeri di Livorno, sarebbe stata pagata proprio dalla società di costruzioni dei due imprenditori arrestati. Il Procuratore E ore Squillace Greco