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31/05/2019

Mazzette al Bo, in undici andranno davanti al giudice

Il Gazzettino

L'INCHIESTA
PADOVA Il presunto scandalo degli appalti truccati al Bo, il prossimo 13 novembre finirà in udienza preliminare davanti al Gup Claudio Marassi. Gli indagati erano sedici, ma di cinque il pm ha chiesto l'archiviazione per l'abuso d'ufficio. Rimangono in piedi invece i reati di corruzione, turbativa d'asta e falsità ideologica commessa da un pubblico ufficiale. Gli appalti presunti truccati finiti nel mirino degli inquirenti sono 24 per un totale di oltre 370 mila euro. Secondo l'accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Sergio Dini titolare delle indagini, i quattro artefici del meccanismo degli appalti truccati sono l'allora dirigente dell'Area edilizia e sicurezza dell'Università (sede a palazzo Storione) Ettore Ravazzolo, il suo braccio destro Fabio Pasinato il tecnico addetto al Servizio progettazione e sviluppo dell'Università, e i due piccoli impresari Massimiliano De Negri di Santa Margherita D'Adige e Otello Bellon di Albignasego. I lavori, ancora per l'accusa, erano sì tutti frazionati sotto la soglia dei 40 mila euro così come previsto dalla legge, ma affidati però sempre agli stessi due uomini d'affari: De Negri e Bellon. Questi poi gestivano i presunti appalti truccati, dando da lavorare anche ad altri amici specializzati in opere murarie e idrauliche. I due si erano guadagnati la fiducia dell'ingegnere Ravazzolo, ancora per l'accusa, ristrutturando a titolo gratuito la sua casa di Valdagno per un valore di 100 mila euro. Ma non solo, anche un appartamento in via San Fermo 86 a Padova (lavori per mille euro) e anche un paio di appartamenti in Salento, affittati da Ravazzolo ai turisti. Insomma, al posto delle mazzette lavori gratis per l'ingegnere in tutte le sue magioni. Il lavoro più costoso affidato da Ravazzolo in questo caso a De Negri, è l'appalto da oltre 142 mila euro (poi suddiviso in appalti sotto i 40 mila euro) per il recupero e la riqualificazione di spazi da destinarsi a studi medici e segreterie a servizio del dipartimento di Medicina, tra cui le sale operatorie. E secondo gli inquirenti Ravazzolo, De Negri e Pasinato hanno trovato l'accordo e il modo di raggirare la legge, durante un pranzo in un noto ristorante della città nel maggio del 2014. Erano del tutto ignari di essere ascoltati e pedinati dagli investigatori. Curioso è poi l'appalto da 10.480 euro assegnato per alcuni lavori all'Orto Botanico nella serra dove è custodita la palma di Ghoethe: rifatte le stuccature e la pittura.
Marco Aldighieri