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04/02/2020

Maxiappalto rifiuti, De Vizia all’attacco

QN - Il Giorno

MONZA di Martino Agostoni Un'istanza di autotutela inviata sia all'Anac sia al Comune, la trasmissione all'autorità giudiziaria di tutti gli atti della gara d'appalto per verificare eventuali risvolti penali e quindi tutte le azioni legali necessarie ad annullare l'esclusione dal maxiappalto dei rifiuti. Non si è fatta attendere la reazione della De Vizia Transfer spa di Avellino dopo la comunicazione di mercoledì dell'Amministrazione comunale che informava del provvedimento di esclusione dell'azienda prima classificata nella graduatoria provvisoria per l'assegnazione dei servizi di igiene urbana e raccolta e smaltimento rifiuti per i prossimi 5 anni, con opzione di 2 anni di proroga. Giovedì l'ufficio Affari Legali di De Vizia ha diffuso una nota per contestare come «forzate e pretestuose» e «improntate ad evidente pregiudizio» le motivazioni con cui in municipio si è arrivati alla misura di esclusione anche perché «non danno conto - scrivono i legali dell'azienda campana - in alcuna maniera obiettiva e puntuale delle interlocuzioni intervenute tra la scrivente e la stazione appaltante». Al bando di gara pubblicato a fine 2018 la base sono state ammesse 5 offerte che sono state valutate a luglio da una commissione giudicatrice che ha indicato la De Vizia come preassegnataria, l'impresa Sangalli Giancarlo & C srl come seconda ed escludendo per basso punteggio tecnico le altre 3 offerte presentate da Cns Consorzio Nazionale Servizi in raggruppamento con Sager srl e Tech srl, Acsm Agam Ambiente srl con Amsa spa e Teknek Sistemi Ecologici srl. E' seguita una procedura di verifica per la conferma dell'assegnazione, l'Amministrazione comunale ha coinvolto Anac, l'autorità anticorruzione con cui il municipio da marzo 2018 ha sottoscritto un «Protocollo di Azione Vigilanza Collaborativa», e quindi mercoledì è stato comunicato il risultato dell'esclusione di De Vizia mantenendo segrete le motivazioni. La nota dei legali dell'azienda campana invece entra nel merito del provvedimento del Comune che sarebbe motivato da «presunte omissioni dichiarative - scrivono - di circostanze rilevanti ai fini della dimostrazione della affidabilità morale e professionale». Nel dettaglio De Vizia contesta tre questioni rilevate dal Comune come motivo di esclusione: una riguarda un rinvio a giudizio di «soggetti che non hanno ruoli esecutivi nella gestione aziendale» avvenuto a novembre 2019 e che «rimane un atto dell'accusa non ancora sottoposto a vaglio di alcun organo giudicante e pertanto, in assenza di qualsiasi misura cautelare disposta dal giudice, non si comprende quale sarebbe l'atto astrattamente idoneo ad «accertare» la commissione di illeciti professionali». Inoltre il Comune contesterebbe a De Vizia di non aver dato comunicazione di questo procedimento nei tempi dovuti ma «è falso», dicono i legali, perché «tale rinvio a giudizio è stato disposto solo in data 22 novembre 2019 e notificato solo il successivo 4 dicembre. Si segnala che già in data 6 dicembre 2019 l'Amministrazione di Monza, evidentemente sollecitata da soggetti terzi, chiedeva chiarimenti sulla vicenda che la scrivente ha trasmesso con un'articolata nota corredata di documentazione atta a dimostrare l'inconsistenza degli addebiti». Una seconda motivazione di esclusione riguarda la mancata comunicazione di una «condanna subita da un soggetto della compagine sociale» che ha cessato la sua carica da meno di un anno «precisamente undici mesi e mezzo», dice De Vizia. La condanna sarebbe in primo grado, risalente al 2013 per fatti del 2003, e «neanche in astratto - scrivono i legali campani - potrebbe essere addotta quale circostanza idonea a revocare in dubbio l'affidabilitá morale o professionale della scrivente». La terza questione riguarda un'altra procedura di gara in cui De Vizia è presente e per cui è sub judice al Tar di Torino per «omissioni dichiarative» ma per l'ufficio legale campano «non assumo rilievo» nel caso di Monza perché non «è tenuta a dichiarare nelle successive gare le precedenti esclusioni comminate nei suoi confronti». La conclusione di De Vizia è che «il provvedimento di esclusione è fondato sulla erronea e pregiudiziale assunzione di presupposti falsi o inconsistenti» e oltre che «frutto di una strategia posta in essere dalla stazione appaltante sin dopo la graduatoria finale» con l'Amministrazione comunale che «ha avuto sempre atteggiamenti elusivi, contradditorio ed opachi, anche a fronte di continue sollecitazioni di altri concorrenti che sobillavano quotidianamente gli uffici, segnalando fatti e circostanze, cercando di influenzare le verifiche dei requisiti nei confronti della nostra società». © RIPRODUZIONE RISERVATA