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26/10/2018

Maxi-prestito a Condotte Carcere e Polo più vicini

Alto Adige

La società sta per ricevere 190 milioni di euro: confermata la volontà di aprire i cantieri a Bolzano. Ma se la Lega entra in giunta, la biblioteca potrebbe saltare
BOLZANO Il Polo bibliotecario respira. E pure il nuovo carcere. E anche l'Eurotunnel. La ragione è che respira anche Condotte, che dovrebbe costruirlo. Dopo la lettera inviata alla Provincia in cui i tre commissari fallimentari (già definiti "il triumvirato") hanno assicurato Palazzo Widmann e il suo segretario generale Eros Magnago che le ex Pascoli erano state inserite tra i cantieri che l'impresa ha deciso di porre in essere, gli stessi Bruno, Uggetti e Dello Strologo contano di ricevere un "prestito ponte". Un "ponte" non da poco: 190 milioni di euro. Dopo il via libera della commissione europea, che si appresterebbe ad approvarlo, la strada viene giudicata "sgombra" per il riassetto del grande gruppo infrastrutturale italiano. Lo schema predisposto dal triumvirato che sta gestendo Condotte è in pratica lo stesso che è stato applicato nella vertenza Ilva: il fondo del ministero delle Finanze eroga il prestito che poi verrà restituito al momento della cessione. Perché è questo l'orizzonte. «I commissari contano di completare il riassetto di Condotte entro il marzo del 2019» hanno scritto i principali quotidiani economici nazionali e europei. Una volta attuata la rimessa in linea, la grande azienda e le sue migliaia di collaboratori avranno buone possibilità di essere ceduti. Perché il patrimonio tecnologico ma anche in termini di appalti assegnati è sterminato. Giusto pochi giorni fa Condotte si è aggiudicato quello che riguarda la costruzione del tratto ferroviario Roma-Viterbo per l'Atac, del valore di 46 milioni. Qualche settimana prima le stesse Condotte sono state confermate come soggetto capogruppo del pool di imprese che costruirà una grande opera infrastrutturale a Milano, la "Città della Salute" per diverse centinaia di euro. Si comprende dunque il sì dei commissari straordinari per mettere in agenda il Polo bibliotecario bolzanino e anche quello carcerario. Solo il primo vale 60 milioni. Sono cifre che, messa una vicino all'altra, spiegano la strategia del triumvirato: accumulare e svolgere commesse per recuperare quella parte di crediti che il gruppo vanta soprattutto dalla pubblica amministrazione. È questa montagna di denaro non ancora incassata che , secondo i vecchi vertici di Condotte, avrebbe portato il gruppo ad indebitarsi e a chiedere l'aiuto delle banche. Anche l'Eurotunnel era finito in questo tritacarne pre fallimentare. Il gruppo si era aggiudicato, assieme ad altre imprese, un lungo tratto della grande opera a nord del Brennero, sul versante austriaco. E ora tutte le Tav, compresa questa che ci riguarda da vicino, sono state reinserita nei cantieri da mantenere operativi. Tornando ai nostri poli, quello carcerario sembra così essersi tolto dall'orizzonte l'ostacolo più consistente e cioè la non operatività di Condotte. E così pure le ex Pascoli. Le quali, tuttavia, scampato un pericolo alla loro sinistra se ne potrebbero trovare uno ancor più pericoloso alla loro destra. Se, come è una della possibilità più concrete sul tavolo delle trattative, fosse la Lega ad affiancare la Svp in giunta ecco che la futura biblioteca bilingue troverebbe proprio nell'assessorato guida, quello della Cultura italiana, un fiero avversario del suo progetto. La Lega, anche in campagna elettorale, ha sempre detto di voler rinunciare a quei 60 milioni per salvare integralmente le vecchie scuole. Cambierà idea sotto consiglio Svp? É presto per dirlo. (p.ca.)

Foto: L'ex complesso Pascoli-Longon tra via Combattenti e via Longon versa in uno stato di totale abbandono