scarica l'app
MENU
Chiudi
12/05/2020

Maxi-investimenti con appalti rapidi e meno burocrazia Via al piano-Peccioli

Il Tirreno - Pietro Mattonai

La giunta punta sulla somma urgenza e chiede lo sprint agli uffici Il sindaco Macelloni: «Crisi devastante, i sussidi non bastano» prove di ripartenza
PECCIOLIVelocizzare e semplificare. Questi sono i due verbi chiave contenuti nella delibera della giunta comunale di Peccioli, ovvero un piccolo-grande passo verso quell'obiettivo decennale della politica italiana: la sburocratizzazione. «Ci ritroviamo in una situazione emergenziale come mai avvenuto prima nella storia della Repubblica - dice il sindaco Renzo Macelloni - per far fronte ad uno scenario eccezionale occorre utilizzare strumenti eccezionali». RIPARTIREApparentemente sulla coda dell'epidemia da Covid-19, il rischio di scivolare in una crisi ancor peggiore, ma di tipo economico, appare ormai certo. «L'emergenza in corso, purtroppo, è semplicemente l'inizio - spiega Macelloni - ci troviamo già con tutti e due i piedi in una crisi economica che, nei prossimi mesi, sarà devastante». Una previsione dura, ma realista: il lockdown, per lavoratori ed imprese, rischia di fare a pezzi interi settori produttivi. Ma non solo. «Le conseguenze saranno gravi sul piano sociale e per la sostenibilità democratica - continua - alcune persone, oggi, non hanno semplicemente perso il lavoro, ma la propria professione». Di fronte ad una crisi di tali proporzioni, secondo il sindaco di Peccioli, serve tirarsi su le maniche ed intervenire in maniera rapida, efficace e concreta. «Proprio per questo - prosegue - abbiamo elaborato questa delibera: dobbiamo ripartire attraverso grandi investimenti pubblici». VELOCIZZARELa ricetta di Macelloni, quindi, è quella di una sorta di New Deal in salsa italiana. «Dobbiamo garantire importanti interventi pubblici e molta spesa, perché sono gli unici modi per ricominciare - spiega - i sussidi possono andar bene per alcuni mesi, dopodiché occorre intervenire in maniera sistematica». Per farlo, però, occorre semplificare i processi della burocrazia. «Da tempo sostengo che il codice degli appalti, in special modo in un momento come questo, andrebbe sospeso - commenta - nei giorni scorsi, l'Anac ha fatto presente alle amministrazioni pubbliche quali siano gli strumenti offerti dal codice stesso per arrivare ad una rapida aggiudicazione degli appalti pubblici in questa fase emergenziale: per questo chiediamo agli uffici comunali di ricorrere a quegli strumenti per semplificare e velocizzare le procedure di affidamento». In poche parole, schiacciare il piede sull'acceleratore per correre più veloci della crisi. «In vigenza del codice, ci atteniamo a quanto prescritto e facciamo leva sul concetto di somma urgenza, sottolineato anche dall'Anac - continua Macelloni - oggi credo che si tratti di urgenza totale e, sono sicuro, altri Comuni seguiranno il nostro esempio». SEMPLIFICARERendere più veloci le procedure, giocoforza, significa renderle più semplici. «Faccio un esempio: se volessi realizzare una scuola, dovrei ovviamente trovare un professionista, istituire il bando di gara, elaborare un progetto di fattibilità e compiere molti altri procedimenti - spiega - per dare un incarico al progettista, spesso, serve più di un anno: di questo passo non si è competitivi ed è impossibile rispondere in maniera utile alle esigenze e ai bisogni della popolazione». Esigenze e bisogni che, in un periodo come questo, crescono in maniera esponenziale. «La politica non può sottrarsi a questa sfida affidando tutto agli amministratori o ai tecnici ed accorgersi di quanto sta davvero accadendo, dobbiamo avere il coraggio di prendere decisioni forti ed efficaci». Nella speranza di non lasciare niente di intentato. «Non so se, così facendo, possiamo risolvere tutti i problemi - conclude - ma dobbiamo aver fatto il massimo per provarci». --Pietro Mattonai