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14/01/2020

Maxi appalto di Cattinara: arriva la causa civile di Clea

Il Piccolo di Trieste - Diego D'Amelio

L'Associazione di imprese guidata dalla coop veneta chiede un risarcimento da milioni di euro all'Asugi davanti al giudice per il contratto d'appalto stracciato IL CANTIERE BLOCCATO DA TEMPO
Diego D'Ameliotrieste. L'Associazione temporanea di imprese guidata dalla cooperativa Clea ha citato in giudizio l'Azienda sanitaria. Finisce davanti al Tribunale civile di Trieste la contestata vicenda del rifacimento dell'ospedale di Cattinara, con i costruttori esclusi dai lavori che chiedono un risarcimento milionario, ritenendo di essere stati ingiustamente esautorati dall'appalto. La mossa era stata annunciata dall'Ati proprio nel giorno in cui il direttore generale dell'Asugi Antonio Poggiana e il vicepresidente della giunta regionale Riccardo Riccardi comunicavano in conferenza stampa di aver trovato l'intesa per il subentro della Rizzani de Eccher, che sta ora lavorando a quel progetto esecutivo che Clea non era riuscita a farsi approvare. La causa intentata dalla coop veneta e dalle imprese associate è destinata a durare anni, ma non bloccherà il nuovo iter, che prevede il riavvio dei cantieri fra primavera ed estate. Materia del contendere non è dunque la possibilità per l'Ati di tornare al lavoro, ma il pesante indennizzo chiesto dopo la decisione dell'Azienda sanitaria di stracciare il contratto per inadempienza. Clea ritiene che la decisione sia stata assunta in modo illegittimo e l'avvocato Nicola Creuso sosterrà questa tesi richiamando la differenza di vedute fra l'allora commissario Poggiana e il suo Rup Elena Clio Pavan. Nella documentazione inviata a Clea per motivare la rottura unilaterale del contratto, Poggiana contestava infatti la relazione conclusiva del suo responsabile unico del procedimento, ovvero dell'ingegnere civile incaricato di seguire i lavori per conto del committente, trattare le varianti con l'impresa, controllare qualità e costi, segnalare ritardi e disfunzioni. Pavan aveva consigliato all'Azienda di dare ancora tre mesi di tempo ai costruttori, nella convinzione che sarebbero bastati a definire il contestato progetto esecutivo. Pur riconoscendo «negligenza» nella progettazione e «non conoscenza dei puntuali adempimenti di contratto», il Rup aveva sottolineato che «molti rilievi mossi all'impresa risultano superati, pur permanendo alcune criticità sostanziali». Pavan riteneva però «possibile una prosecuzione del confronto con i progettisti per concludere positivamente». Il passaggio non è di poco conto perché il Codice degli appalti stabilisce che la stazione appaltante (in questo caso l'Azienda sanitaria) dichiari risolto il contratto per inadempienza «su proposta del Rup». Poggerà su questa difformità la linea dell'Ati, che domanderà di essere risarcita per non aver potuto portare avanti l'appalto da 140 milioni per ristrutturare le due torri di Cattinara, edificarne una terza e dare nuova sede al Burlo. In Azienda sanitaria nessuno commenta l'avvio della causa, ma gli animi sono sereni: i vertici dell'Asugi ritengono di avere sufficienti argomenti per controbattere, dalle coperture fideiussorie insoddisfacenti alle varianti progettuali non richieste per 15 milioni aggiuntivi, fino all'incapacità dei costruttori di arrivare all'approvazione del progetto esecutivo da parte degli organi di verifica, nonostante le ripetute dilazioni accordate. Ma un ricorso milionario non è cosa gradevole e non a caso i legali dell'Azienda e quelli di Clea avevano avviato un confronto nei mesi scorsi nel tentativo di addivenire a una composizione bonaria. Il dialogo deve essersi interrotto e ora alla causa dell'Ati si sommerà con ogni probabilità la contro-causa dell'Asugi, che potrebbe domandare milioni di euro alla cooperativa come indennizzo per il tempo perduto prima del nuovo affidamento a Rizzani de Eccher. Non si tratta delle uniche questioni in ballo. Le parti sono in causa anche al Tribunale di Roma, dove l'Ati si oppone alla richiesta dell'Azienda sanitaria di incassare la polizza fideiussoria da 5,5 milioni emessa dalle compagnie Elite Insurance company Ltd e Cbl Insurance Europe a garanzia dell'appalto. Un altro fattore è infine il lavoro della magistratura, con i fascicoli aperti prima dalla Procura di Trieste e poi dalla Corte dei conti del Friuli Venezia Giulia per vedere più chiaro sull'eventuale presenza di reati e danni erariali. --© RIPRODUZIONE RISERVATA