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21/09/2021

Matteo ScardigliLIVORNO. «Il Pd deve tornare dalla…

La Nuova Ferrara - Matteo Scardigli

Matteo ScardigliLIVORNO. «Il Pd deve tornare dalla parte dei molti». Dalla gestione della pandemia alle lotte intestine alla maggioranza di governo, passando per lavoro e reddito di cittadinanza, il vicesegretario del Partito democratico Giuseppe Provenzano traccia la rotta dem in vista delle prossime elezioni politiche nel corso di un'intervista con il direttore del Tirreno, Stefano Tamburini.Alla Festa dell'Unità di Livorno, Provenzano apre con un appello ai "dissidenti" del Carroccio: «Siamo la forza politica più coerente nell'affrontare la pandemia e diciamo no ai tamponi gratuiti per i no-vax. All'interno della maggioranza però c'è una Lega che organizza alla Camera convegni antiscientifici; Fontana e Zaia hanno preso posizione contro Salvini, li esorto a sfiduciarlo». L'alleato scomodo di governo manifesta però anche gravi sintomi di nostalgia del Ventennio, a cominciare dal caso Durigon, che Provenzano accosta alla deriva anti Green pass. «La Lega nasce su una rottura secessionista con la nostra Costituzione, poi ha fatto una mutazione più razzista trovando una saldatura con la Destra più estrema. Quel sentimento è incompatibile con il fondamento stesso del nostro Paese; e visto che il centrodestra candida nostalgici, sia il centrodestra stesso a mettere i confini. Nessuno pensa - prosegue - che il fascismo si possa riproporre in quelle forme, ma la malintesa libertà dei no-vax è un atto di prepotenza: è più simile al "me ne frego"».Nel percorso verso l'obiettivo di primo partito italiano, la parola d'ordine del vicesegretario è "chiarezza". «Il nostro errore mortale è stato litigare con tutti, dai corpi di intermediazione ai sindacati, e nel 2018 abbiamo subito la sconfitta più dura nella storia della Sinistra. L'organizzazione sociale rimane la chiave della trasformazione, non il leader carismatico. Il Pd - continua Provenzano - ha avuto un difetto di timidezza: dobbiamo mettere a fuoco noi stessi e abbandonare la ricerca dell'autosufficienza».Una scelta di campo che si estende anche agli alleati di oggi e di domani: «Non vogliamo mettere l'Italia nelle mani di Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Non abbiamo mai parlato di alleanza strutturale con il Movimento 5 Stelle ma chiedo a Conte di assumere posizioni progressiste, insieme ad Azione e Italia Viva che a Roma stanno facendo un favore a Raggi e un regalo alla Destra». Fatte le alleanze, bisogna fare la politica; cominciando dall'occupazione. «Dobbiamo ricucire strappo tra lavoro e Jobs act e impiegare il Recovery fund per creare lavoro e diritti, cosa per la quale abbiamo già fatto la nuova normativa degli appalti», ribadisce Provenzano lanciando poi una stoccata al presidente di Confindustria: «Essere per il lavoro buono non vuol dire essere contro le imprese, ma a fianco delle imprese sane. Bonomi faccia rispettare alle sue imprese il patto contro i licenziamenti che lui stesso ha firmato».Diritti che sono salario, sicurezza e tutele. «Sul reddito di cittadinanza la retorica del divano di Meloni con il suo "metadone di Stato" non fa i conti con i percettori reali come anziani, bambini e invalidi, e la campagna di Matteo Renzi per l'abolizione è una guerra non alla povertà ma ai poveri; il reddito di cittadinanza potevamo farlo noi e farlo meglio, valutando il caso degli stagionali e proponendo il modello integrativo tedesco. Sì anche al salario minimo ma con tutele contrattuali: per evitare il "dumping" servono contratti nazionali, erga omnes. Per garantire invece il rispetto delle norme di sicurezza, a fronte di un tasso di illegalità nell'86 percento delle imprese, serve infine un potenziamento degli ispettorati». Dentro la transizione ecologica ed economica, e contro rendite e privilegi, il Pd si candida così a diventare il partito del lavoro; passando inevitabilmente dallo scandalo Gkn. «Prima si entrava in fabbrica solamente sotto braccio a Marchionne, noi ci siamo andati insieme con i lavoratori. Ora ci metta la faccia il ministro Giorgetti».© RIPRODUZIONE RISERVATA