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07/09/2018

Matteo Salvini accelera la Pedemontana contro Luigi Di Maio

ItaliaOggi - CARLO VALENTINI

FIRMATO IL CONTRATTO
Valentini a pag. 5 «Non andare», gli aveva suggerito Luigi Di Maio. Perorazione non raccolta. Matteo Salvini si è recato a Venezia e ha spinto l'acceleratore per il completamento della Pedemontana, grande opera che il governatore del Veneto, Luca Zaia, vuole assolutamente realizzare e che invece i grillini contestano. Perciò quando Salvini, dopo la firma del documento che dà il via libera alla struttura e le foto di rito insieme a Zaia, ha solennemente affermato che «Si tratta di una firma importante perché si muove la più grande opera in cantiere in Italia», dal Veneto i pentastellati sono partiti verso Palazzo Chigi per sollecitare Di Maio (e il ministro alle Infrastrutture, in pratica bypassato da Salvini, Danilo Toninelli) a bloccare tutto. Ma Zaia ribadisce: «Con questa firma si riconferma che l'opera va fatta» La fi rma che sta mettendo in fi brillazione l'alleanza tra Lega e 5stelle è quella sul protocollo per la legalità, col coinvolgimento oltre che del ministro degli Interni anche di Regione e prefetture di Vicenza e Treviso. Salvini viene punzecchiato dai Pd, Alessandra Moretti e Andrea Zanoni: «È inverosimile che un ministro indagato fi rmi un protocollo sulla legalità». Ma fa spallucce e spiega: «Penso a quanto è successo a Genova e da questo punto di vista la Pedemontana veneta può essere un modello: la gestione è di un privato, ma sul pedaggio il ritorno per il pubblico è alto. Non sono per le statalizzazioni, però neanche per i regali a scatola chiusa a qualcuno che pedaggi ne ha incassati ad abundantiam senza reinvestire in sicurezza e manutenzione come avrebbe dovuto e potuto. In medio stat virtus, né tutto pubblico, né tutto privato» Il Coveca, coordinamento veneto pedemontana alternativa, sostenuto dai grillini, se la prende con Salvini ma anche col governo e parla di «vergogna». Dice il suo portavoce, l'architetto Massimo Follesa: «Sul piano ambientale avremo una strada che per 70 chilometri corre nove metri sotto il piano campagna, in un territorio di risorgive. Di fatto è una diga, il rischio allagamenti sarà all'ordine del giorno. Dal punti di vista legale poi, va ricordato che non è mai stata verifi cata l'ottemperanza allo studio prodotto dalla commissione nazionale per la valutazione dell'impatto ambientale» I grillini fanno gioco di squadra col comitato. Va all'attacco il capogruppo regionale Jacopo Berti: «Vi ha fatto venire il voltastomaco sapere quanto guadagnano i Benetton dalle autostrade? Bene, preparatevi ad affrontare la dura realtà: chi gestirà la Pedemontana veneta guadagnerà il doppio. Un utile del 47 per cento garantito dai contratti stipulati con la Regione Veneto e senza alcun rischio imprenditoriale. Parliamo di 5,7 miliardi di euro, una cifra immorale. Per i veneti la Pedemontana sarà due volte più costosa di qualsiasi autostrada italiana perché a fronte di un costo per il costruttore di 2,5 miliardi, noi cittadini gliela pagheremo 12,1. È tutto nero su bianco, garantito da un bel contrattino che dà in concessione la Pedemontana a Sis per 39 anni. Un contratto che piazza sul capo del socio pubblico, ovvero la Regione, ovvero i veneti, tutti i rischi d'impresa che invece dovrebbe accollarsi il socio privato. Lo dice anche la Corte dei Conti. Cosa significa tutto questo? Vuol dire che Zaia sta facendo a Sis un favore addirittura doppio rispetto a quello che il Pd ha fatto ai Benetton con i contratti sulle autostrade. Il ministero delle Infrastrutture è già stato avvertito e io farò di tutto perché questo scempio sia fermato una volta per tutte». Insomma i 5stelle provano a rovinare la festa di Salvini e Zaia. Ma il vice presidente del Consiglio ribatte che si tratta di polemiche e di dati costruiti ad arte per fermare la costruzione dell'opera: «Non ci hanno votati», dice Salvini, «per bloccare tutto, per fermare le opere ma per realizzare la nostra idea di sviluppo, di futuro. Non esiste la «decrescita felice» ma solo la «crescita felice», semplifi cando se necessario e infatti metteremo mano al codice degli appalti». Mentre Zaia nega vi siano problemi di legalità: «Stiamo dando un segnale concreto a un Paese in cui spesso quando c'è una carriola piena di malta si pensa sempre che ci sia qualcuno che ruba. Bisogna ricordare che le opere pubbliche si riesce a farle senza avere dei ladri che corrono per i cantieri. Chi pensa di fare una mulattiera al posto delle 4 corsie vive su Marte. Se il M5s vuole porre il tema della revisione lo può fare, ma dovrà spiegare ai cittadini perché si è perso tempo. L'opera costa 2 miliardi e 200 milioni ed è tutta fi nanziata. Io non racconto bugie e non ho messo le mani nelle tasche dei veneti con un'addizionale Irpef per la Pedemontana» La Pedemontana è lunga 94 chilometri, con14 caselli, attraversa 36 Comuni nelle province di Vicenza e Treviso. Un investimento da 2.258 miliardi di euro, di cui 614 di fi nanziamenti nazionali, 300 regionali e il rimanente dal consorzio Sis. Il miliardo e 500 milioni di euro raccolti dal privato arrivano da un bond emesso dalla banca d'affari newyorkese Jp Morgan mentre la Cassa depositi e prestiti s'è tirata indietro e Matterino Dogliani, a capo del consorzio Sis, afferma con una punta di polemica: «Senza gli investitori stranieri, il consorzio sarebbe saltato, mentre Cassa depositi e prestiti ha consegnato 1,6 miliardi di euro ai Benetton». Matterino Dogliani, insieme al fi glio Claudio, guidano Sipal, un gruppo (sede a Torino) specializzato nella progettazione di strutture aerospaziali, della difesa, dei trasporti e per la sicurezza informatica. Il fatturato supera i 30 milioni, con 350 dipendenti. Adesso ci provano con la Pedemontana. I pedaggi saranno incamerati dalla Regione che pagherà un canone di 153 milioni all'anno sulla base di un fl usso stimato in 24mila auto giornaliere. Il completamento dell'opera è previsto per il 2020 ma potrebbe slittare perché da tre anni la magistratura tiene sotto sequestro la galleria di Malo, in parte crollata uccidendo un operaio. Fin che non viene dissequestrata non ci può lavorare attorno. Twitter: @cavalent © Riproduzione riservata

Foto: Luca Zaia