scarica l'app
MENU
Chiudi
01/06/2019

Matteo querela la Cgil

Libero

Il sindacato ha accostato il ministro alla Mafia
■ «Quella di Salvini non può più essere considerata una follia. È piuttosto un disegno lucido che regala alle mafie e alla corruzione spazi enormi di agibilità. Un disegno, fatto passare per salvifico, che sta invece dalla parte della illegalità e porta il Paese verso il precipizio. Un disegno, non è un caso, che si accompagna ai tentativi di Salvini di delegittimare la magistratura». Di fronte a questa frase che secondo alcune agenzie sarebbe stata pronunciata dal sindacalista della Cgil Giuseppe Massafra, il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha perso la pazienza e ha deciso di procedere per le vie giudiziarie a mezzo querela. La frase era diretta al cosiddetto decreto Sblocca Cantieri e all'emendamento della Lega presentato al Senato che sospenderebbe il codice appalti per due anni. Secondo il Carroccio si tratta di «una norma che da anni chiedono tutte le imprese italiane. Il codice degli appalti è vecchio - ha evidenziato il vicepremier - e sta ingessando il Paese». Va bene tutto - è il ragionamento che fanno dalle parti del Carroccio - ma in questo caso le accuse della Cgil hanno superato i limiti. Ci troviamo davanti a insinuazioni sulla mafia che non possono essere derubricate a polemica politica, insomma, queste parole non si possono lasciar correre. Non è passato molto tempo prima che arrivasse la replica del segretario della Cgil Maurizio Landini: «Se Salvini vuole querelare 5 milioni di iscritti - ha spiegato l'ex leader della Fiom - ci quereli tutti ma non svii la discussione. La Cgil non ha mai detto che Salvini fosse mafioso o corrotto. Ha detto che quei provvedimenti sono sbagliati cosa che è sotto gli occhi di tutti. L'ha detto anche Cantone che siamo di fronte ail rischio concreto di infiltrazione mafiosa cambiando quelle norme».

Foto: Maurizio Landini (LaPresse)