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26/01/2021

Matteo-Mondino:no alla competizione

La Provincia Pavese

Pavia, il casoS. Matteo-Mondino:no alla competizioneEgregio direttore,le scrivo relativamente all'ipotesi di un Dipartimento di Neuroscienze e di una Unità Operativa complessa di Neurologia, avanzata dalla Fondazione Irccs Policlinico San Matteo. Si tratta di una ipotesi, che necessita dell'assenso di Regione Lombardia. Ho, per questa ragione, chiesto e rapidamente ottenuto un incontro con l'Assessore al Welfare, Letizia Moratti. Perchè la decisione avrebbe importanti riflessi su due Irccs, San Matteo e Mondino, entrambi parte del polo sanitario di riferimento dell'Università.Auspico che il sistema sanitario pavese possa rafforzarsi in un ambito così importante quale quello delle neuroscienze, attraverso una integrazione e un accordo più strutturato tra i due Irccs. Vedrei senza dubbio con preoccupazione una eventuale competizione, non comprendendone le ragioni.Non solo ritengo che una sinergia sia fondamentale in questo ambito ma, di più, mi sono adoperato in prima persona, fino dall'inizio del mio mandato, perché il sistema sanitario pavese incrementi il livello di collaborazione, anche a beneficio della Facoltà di Medicina dell'Ateneo. Mi stupisce che, pur essendocene occasione, il San Matteo non abbia deciso di discutere preventivamente un tema così rilevante, con calma e approfondimento. Allo stesso tempo, mi pare inutile e dannoso l'inasprimento dei toni degli ultimi giorni.Francesco Svelto Rettore dell'Università di PaviaPavia, la polemicaAppaltare la scuolaè una scelta precisaLa discussione avvenuta in consiglio comunale di Pavia riguardo all'esternalizzazione dei servizi educativi per l'infanzia ha fatto emergere un fatto chiaro.Per la giunta di Pavia questo non è un gesto legato alla necessità estemporanea di far quadrare i conti, ma nasce dall'idea che sia giusto e auspicabile che il Comune abbia prevalentemente il ruolo di titolare e stazione appaltante dei servizi per l'infanzia, lasciando a terzi il compito di attuare praticamente questa funzione.Non quindi una amara necessità, ma una scelta, sostenuta e approvata appieno come metodo. "Una scelta di destra" come rivendicato da un consigliere di maggioranza, su cui abbiamo espresso in tutte le sedi la nostra contrarietà.La domanda che sorge spontanea è: ma quanto è ampio questo progetto di esternalizzazione? Dobbiamo aspettarci che dopo Muzio e Collodi venga esteso ad altri plessi nei prossimi anni? Dobbiamo intuire che questo sia un primo passo verso un progressivo disimpegno del Comune di Pavia nella gestione diretta?Su questo l'Amministrazione dovrebbe da subito sgombrare il campo da ogni dubbio. Per chiarezza e onestà verso tutti i genitori della nostra città, così come verso gli educatori assunti direttamente dal Comune che sono oltre cento persone.E' stato ricordato da più parti quale patrimonio rappresentino le scuole e gli asili comunali e quale valore abbiano soprattutto in una città come Pavia in cui tante persone si fermano a vivere dopo gli studi, senza avere punti di riferimento famigliari. Vorrei però fare una considerazione particolare sulle scuole dell'infanzia: è vero che sarebbe compito dello Stato occuparsi di queste scuole, ma è altresì un fatto che a Pavia per ragioni storiche circa il 50% dei bambini trovano risposta alla richiesta di scuola pubblica e gratuita attraverso l'offerta comunale.L'amministrazione Fracassi ritiene di correggere questa "anomalia" ricorrendo a un appalto esterno. Il costo dell'appalto è analogo a quello del personale attualmente impiegato, ma la differenza è chiara: il personale assunto rimane a carico del Comune per decenni, di un appalto si possono cambiare le condizioni di esecuzione oppure dopo qualche anno si può anche eliminare. Ma è ammissibile non garantire assoluta stabilità ad un segmento assimilabile all'obbligo scolastico, un diritto inalienabile per tutti i bambini?Senso di responsabilità vorrebbe che l'amministrazione Fracassi spiegasse senza nascondersi quale sia la visione sul lungo termine. E' chiaro a tutti che non si tratta di sperimentazione, ma di scelte definitive e irreversibili che possono compromettere per sempre l'assetto dei servizi per l'infanzia nella nostra città. Ilaria Cristianicapogruppo Pd, Pavia