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02/10/2018

«Mattatoio, se i fondi sono stati persi è colpa del Comune»

La Nuova Sardegna - di Angelo Mavuli

Ripensare Tempio replica all'assessora Daniela Lattuneddu «Al bando potevano partecipare anche gli enti pubblici»
di Angelo MavuliwTEMPIORipensare Tempio non molla la presa su Daniela Lattuneddu, assessore alle Strategie di sviluppo territoriale e alle risorse comunitarie, accusata per «l'assoluta immobilità del suo assessorato, e per le giustificazioni rilasciate sull'assenza da qualunque bando, come ad esempio quello sul trattamento degli scarti di origine animale, meglio noti come "Soa", per il quale la Sardegna ha predisposto un bando da 3 milioni di euro. «Che vedono assente il nostro Comune con motivazioni che non hanno supporto tecnico e giuridico. Non saremmo voluti intervenire ulteriormente su questa vicenda - scrivono Antonio Addis, Daniela Campra e Sebastiana Carta -, per non alimentare la polemica. Ci corre l'obbligo però di fare alcune puntualizzazioni sulle affermazioni dell'assessora Daniela Lattuneddu, approssimative e fuorvianti. Ribadiamo in primo luogo, come vi sia grande disattenzione da parte dell'esecutivo Biancareddu, in quanto il bando di cui si parla è stato pubblicato nella Sezione bandi del sito Regione Sardegna, al pari di tutti gli altri bandi. Era leggibile, scaricabile e nessuna parte era oscurata come, incredibilmente ha dichiarato la Lattuneddu. Oltretutto, l'argomento del trattamento dei Soa, da qualche tempo a questa parte ampiamente affrontato, è all'attenzione del competente assessorato che lo sta affrontando con urgenza per risolverlo in tempi brevi. Mettendo così a norma tempestivamente gli stabilimenti per non mettere a repentaglio una così importante filiera. Bene avrebbe fatto, e non solo nel caso specifico, l'amministrazione tempiese ad avere l'umiltà di avvalersi della collaborazione dei funzionari degli enti e delle strutture regionali che operano in città. Caso che non si è mai verificato. Precisiamo anche che, contrariamente a quanto affermato dalla Lattuneddu, il bando conteneva due distinte sezioni: una dedicata ai privati e una per gli enti pubblici. Si legge nel bando: "che possono beneficiare dell'intervento, i Comuni in forma singola o associata, o le Unioni di comuni proprietari di strutture o impianti che, opportunamente completati, consentano il trattamento dei Soa". Il Comune di Tempio, quindi, in quanto proprietario della struttura, poteva beneficiare dell'intervento. Anche il riferimento al Cipnes - proseguono i consiglieri di Ripensare Tempio -, contiene inesattezze. Il Consorzio di cui si parla ha infatti partecipato al bando come hanno fatto tanti altri Comuni, in qualità di ente pubblico, non di privato come erroneamente, invece, ha scritto la Lattuneddu». Il comunicato di Ripensare Tempio si conclude esprimendo anche non poca preoccupazione «per il clima di malcontento generale sempre più crescente nei confronti dell'amministrazione. La stessa assessora Lattuneddu, lamentando la mancanza di risorse e di personale rispetto agli altri assessorati, evidenzia questo malcontento e il clima non collaborativo e poco sereno esistente nell'esecutivo».

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