scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
27/05/2021

Massimo ribasso, scontro sul codice degli appalti

La Nuova Ferrara

la polemica
È un fuoco incrociato di Confindustria e M5s che si abbatte sul decreto legge Semplificazioni, concentrato sulla riforma del Codice degli appalti intorno alla quale il Pd alza gli scudi. La federazione confindustriale che raccoglie imprese del settore dei servizi, pulizie e sanificazione, lavanderie industriali e dispositivi di protezione individuale e ristorazione collettiva, attraverso il suo presidente Lorenzo Mattioli parla senza mezzi termini di «un settore che si svuoterà (di posti di lavoro) per effetto di politiche o scelte penalizzanti come quelle che si profilano sul codice appalti, orientate al massimo ribasso e a una vera e propria deregulation». E Di Girolamo, capogruppo M5s in Commissione lavori pubblici, evoca come conseguenza della riforma «un vortice confusionario e pericoloso di varianti, lievitazioni di costi e infiltrazioni criminali varie». «La revisione del codice degli appalti nel senso della velocizzazione deve avvenire senza mai indulgere sul tema della legalità», premette tuttavia Caterina Bini, sottosegretaria dem ai rapporti con il Parlamento, che poi ribadisce: «Quelle circolate del decreto Semplificazioni sono solo bozze, il lavoro è in corso. Lo sforzo che stiamo facendo è che sia più semplice affidare i lavori in tempi rapidi, ma rispettando i principi della legalità». Bozze dalle quali, secondo le ultime ipotesi, scompare la liberalizzazione del subappalto in favore di una proroga della soglia al 40% (in scadenza a giugno 2021), così come il riferimento al «massimo ribasso» per gli appalti, sostituito dall'offerta «economicamente più vantaggiosa» (miglior rapporto tra offerta economica e qualità del progetto). Una revisione più approfondita delle norme del codice potrebbe essere quindi rimandata al disegno di legge delega previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. --