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07/10/2021

Massimo Galli indagato Per la Procura di Milano truccava i concorsi in ospedale e all’ateneo

Libero - PAOLO FERRARI

«Associazione a delinquere»
L'ex primario è accusato di aver pilotato procedure per scegliere docenti e medici. E piazzare suoi protetti. Nei guai altri luminari: Andreoni e Di Perri
■ Il professore Massimo Galli, il decano dei virologi che hanno accompagnato gli italiani segregati nei propri appartamenti in questi due anni di pandemia, ha chiuso la carriera con il botto: associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta ed ad falso in atto pubblico. Sono le accuse che i pm milanesi Carlo Scalas e Luigi Furno gli hanno contestato al termine di una indagine condotta dai carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità (Nas) del capoluogo lombardo sugli ultimi concorsi per ricercatore e professore ordinario presso i migliori atenei del Paese: Statale e Cattolica di Milano, Tor Vergata e La Sapienza di Roma, l'università degli studi di Torino. Insieme a Galli sono indagate trentadue tra docenti e ricercatori. «La situazione che emerge dall'analisi delle conversazioni intercettate è a dir poco sconcertante», è quanto si legge nell'avviso di garanzia notificato ieri mattina agli indagati. «Gran parte dei concorsi banditi - scrivono i pm - sono stati oggetto di condotte di addomesticamento. Trattasi di collusioni e altri metodi di turbativa che hanno inquinato sistematicamente la regolarità delle procedure di selezione in esame, sostituendo logiche clientelari al metodo meritocratico e al principio di imparzialità, che dovrebbero orientare le scelte dell'amministrazione pubblica per espresso dettato costituzionale». IL CONCORSO Galli, ex Sessantottino mai pentito e per mesi ospite fisso di qualsiasi talk show, fino al mese scorso, prima di andare in pensione per raggiunti limiti di età, era primario del reparto di Malattie infettive all'Ospedale Sacco di Milano nonché ordinario presso il dipartimento di Scienze biomediche della Statale. Mentre gli italiani erano terrorizzati dal Covid, Galli, oltre a rilasciare un numero imprecisato di interviste, trovava il tempo di far parte delle commissioni di concorso per professore ordinario. Fra i beneficiari di uno di questi bandi «turbato con promesse e collusioni» ci sarebbe Gianguglielmo Zehender, tra i più stretti collaboratori di Galli, e anch'egli indagato. IL SISTEMA Il virologo star avrebbe cucito il bando sul cv di Zehender. Per riuscire nell'intento Galli avrebbe coinvolto il professor Francesco Auxilia, ordinario di Scienze Biomediche, membro della commissione e attivo, secondo i pm, nel dissuadere i colleghi con gli stessi requisiti a non partecipare al bando. Il sistema messo in piedi da Galli non sarebbe stato molto originale: i criteri di valutazione, il cosiddetto "medaglione", in pratica la tipologia di impegno scientifico richiesta dal bando, sarebbe stata calibrata sul profilo del candidato da favorire, il quale, a sua volta partecipava alla stesura degli stessi criteri. La commissione, poi, avrebbe scoraggiato i candidati più meritevoli a non partecipare con «minacce velate o con promesse di future utilità», o incoraggiando i candidati a partecipare con la promessa di ritirare la candidatura. Le indagini, in particolare, «hanno consentito di delineare un grave quadro indiziario in ordine al sistematico condizionamento delle procedure per l'assegnazione dei titoli di ricercatore e di professore (ordinario e associato) all'interno della facoltà di Medicina e Chirurgia dell'università degli Studi di Milano». L'ESPOSTO L'inchiesta è nata in seguito a un esposto presentato alla questura di Pavia ad aprile 2018 nel quale si denunciava «un sistema di mercanteggiamento» per le iscrizioni al corso della facoltà di Medicina e Odontoiatria della Statale di Milano. Galli, oltre a promuovere il proprio collaboratore, a giugno 2020 voleva far assumere quattro dirigenti biologi presso il proprio reparto. A tal fine avrebbe predisposto «un avviso pubblico modellato sulle caratteristiche delle due candidate che intendeva favorire», decidendo «anche la composizione della commissione giudicatrice in modo da farvi entrare dei membri a lui favorevoli che avrebbero privilegiato le candidate da lui indicate». Questa parte del «progetto illecito» non andrà a buon fine in quanto un altro volto dello "star system Covid", Maria Rita Gismondo, titolare del laboratorio di microbiologia del Sacco e che non era mai riuscita a diventare ordinario, aveva minacciato di denunciare tutto in Procura. Per superare l'ostacolo, secondo i magistrati, sarebbe allora intervenuta Manuela Nebuloni, ordinario presso il dipartimento di Scienze biomediche alla Statale nonché direttore dell'Unità operativa complessa (Uoc) di Anatomia patologica sempre al Sacco. La professoressa, abdicando «all'esercizio della propria discrezionalità», avrebbe tentato di riproporre la commissione inizialmente pensata da Galli. Tra gli indagati, i vertici della Società italiana per le Malattie infettive e tropicali (Simit) e i componenti delle varie commissioni esaminatrici: Claudio Maria Mastroianni, primario di Malattie infettive dell'Umberto I di Roma, Giovanni Di Perri, ordinario a Torino, Massimo Andreoni, ordinario a Tor Vergata. Di Perri ha fatto sapere di essere «sorpreso» dell'indagine.

L'inchiesta

DUE PROTETTE Il professore Massimo Galli avrebbe turbato «con promesse e collusioni» la procedura di selezione nell'aprile 2020 per l'assunzione a tempo determinato di quattro dirigenti biologici all'ospedale Sacco. In particolare, stando al decreto di perquisizione eseguito oggi dai Carabinieri del Nas su delega della procura di Milano, l'infettivologo avrebbe concordato con Alessandro Visconti, direttore generale dell'Asst Fbf-Sacco, di predisporre «un avviso pubblico modellato sulle caratteristiche delle due candidate» che lo stesso Galli «intendeva favorire». BANDO TRUCCATO Inoltre i pm Luigi Furno e Carlo Scalas contestano al direttore del reparto Malattie Infettive 3 dell'ospedale Sacco di aver condizionato anche un concorso lo stesso mese per un posto di professore universitario di ruolo di prima fascia alla Statale. In questo caso Galli avrebbe «fatto superare il concorso» al candidato privilegiato attraverso «l'allontanamento di altri potenziali candidati» e «la predisposizione di un bando che potesse esaltarne il curriculum». ASSOCIAZIONE Al professore e infettivologo viene contestata insieme a un'altra decina di indagati l'ipotesi di reato dell'associazione per delinquere

Foto: Massimo Galli, 70 anni, ex primario di Malattie infettive all'Ospedale Sacco di Milano e ordinario all'università Statale di Milano (Fotogr.)


Foto: A sinistra, Massimo Andreoni, primario al policlinico Tor Vergata. A destra, Maria Rita Gismondo (Fotogramma)