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28/01/2020

Masseria del Pozzo ancora un raid: sono 31 in 5 mesi

Il Mattino

Nuova incursione mercoledì notte a fuoco un telo che ricopre i rifiuti
IL BLITZ
Daniela De Crescenzo
E sono trentuno. Nella notte tra martedì e mercoledì ancora un raid a Masseria del Pozzo, dove sono in corso i lavori di messa in sicurezza della discarica dei veleni. Questa volta i malviventi hanno incendiato il telo che ricopriva i rifiuti. A partire da agosto avevano già devastato gli uffici dell'ex commissario, danneggiato le attrezzature della ditta incaricata dei lavori, la Semataf, rubato computer, infissi, e tutto quello su cui sono riusciti a mettere le mani.
I raid sono cominciati quando l'ex commissario e poi funzionario delegato, Mario De Biase, aveva inviato la richiesta di risarcimento danno ai fratelli Vassallo, proprietari di Masseria del Pozzo, e Cipriano Chianese, padrone della Resit, la discarica dove questa estate sono terminati i lavori.
L'ALLARME
Dopo il rogo di martedì notte, l'impresa incaricata dei lavori ha scritto alla Regione e alla stazione appaltante, la Sogesid, per chiede un incontro urgente. Non solo: l'azienda chiede un ricalcolo dei costi in ragione dei maggiori oneri sostenuti per la sorveglianza che è stata rafforzata. «Alla luce di quanto accaduto è scritto - la società, non riuscendo a garantire la protezione delle lavorazioni eseguite e il regolare svolgimento dei lavori, chiede, con la massima urgenza, un incontro congiunto per concordare le azioni che codesta spettabile stazione appaltante intende porre in essere per garantire le condizioni di sicurezza del cantiere e dei lavoratori, interessando anche le competenti autorità giudiziarie e di pubblica sicurezza».
Una storia inquietante che coincide con lo stop ai lavori dell'ufficio del funzionario delegato alle bonifiche dell'Area Vasta, Mario De Biase, e con l'acceso dibattito intorno all'eredità delle competenze della struttura. Per settimane è andata avanti una polemica tra il vicepresidente della Regione, Fulvio Bonavitacola e il ministro per l'Ambiente, Sergio Costa, sulle responsabilità connesse alla mancata proroga dell'ufficio che sovrintende alla messa in sicurezza delle discariche pericolose. Poi la scorsa settimana c'è stato un vertice a Roma e Bonavitacola ha chiesto che la gestione delle bonifiche fosse in capo alla Regione. Infine il 18 gennaio la Regione ha approvato una delibera con la quale chiede al governo una norma per consentire il prosieguo delle attività di De Biase. Ma evidentemente Palazzo Santa Lucia prevede tempi lunghi e dà mandato alla direzione generale per le Risorse finanziarie di interloquire con il ministero dell'Economia per poter utilizzare al più presto i fondi della struttura.
Quasi contemporaneamente l'onorevole Salvatore Micillo (5 Stelle) ha presentato un emendamento al cosiddetto milleproroghe con il quale chiede di mantenere in vita la contabilità speciale affidata a De Biase: in questo caso, ovviamente, questa non potrebbe essere messa in capo alla Regione. Un accavallarsi di iniziative dopo che per mesi, pur nella certezza dell'imminente stop alle attività del funzionario nessuno si era mosso. Che cosa succederà nelle prossime settimane è difficile da prevedere: l'unica cosa seriamente ipotizzabile è che i malviventi, raid dopo raid, continueranno a imperversare.
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