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28/07/2020

Mascherine, Rsa, zone rosse e test Lombardia 27 volte sotto inchiesta

Il Messaggero - Michela Allegri

IL FOCUS
Le procure della regione indagano sulle cause del contagio e sugli sprechi di soldi I fascicoli vanno dall'ospedale nella ex Fiera fino alle truffe e alle frodi nelle forniture SUI RITARDI NELLA CHIUSURA DI ALZANO E NEMBRO HANNO TESTIMONIATO ANCHE IL PREMIER E I MINISTRI SPERANZA E LAMORGESE
ROMA Decine di inchieste che hanno travolto la Regione Lombardia, la politica e anche un sistema sanitario che, fino alla crisi Coronavirus, era visto come uno dei più virtuosi d'Italia. L'appalto mancato per la realizzazione dei test sierologici a Pavia e una commessa milionaria affidata in modo poco trasparente. E ancora: la mancata zona rossa istituita nella bergamasca all'inizio dell'emergenza, in Val Seriana, con la riapertura lampo dell'ospedale di Alzano e i dispositivi di protezione individuali non messi a disposizione di operatori sanitari e medici di base. L'indagine sulle Rsa lombarde, il caso clamoroso del Pio Albergo Trivulzio, con i vertici indagati per epidemia e omicidio colposi per i contagi e le morti che si contano dall'inizio dell'emergenza Coronavirus. Ma ci sono anche presunti sprechi di denaro, come la realizzazione dell'ospedale nei padiglioni della Fiera di Milano, costato tantissimo e che, su 200 posti letto disponibili, ha ospitato solamente 25 pazienti. E poi, le truffe sulle mascherine importate dall'estero, le forniture sospette, l'appalto per i camici costato l'iscrizione sul registro degli indagati al presidente della Regione. IL BILANCIO In Lombardia, e soprattutto a Milano, il Coronavirus non è solamente un'emergenza sanitaria - si tratta della regione più colpita dal virus, con quasi 17mila vittime e oltre 95mila contagi -, ma anche giudiziaria: le inchieste aperte sono addirittura 27 e tutte riguardano tasselli differenti della gestione della pandemia a livello locale. Molti fascicoli sono ancora senza indagati e senza ipotesi di reato, in altri sono già scattate le iscrizioni, che hanno travolto la politica, soprattutto a livello regionale. Come quella sulla fornitura di 75mila camici anti-Covid, nella quale il governatore lombardo Attilio Fontana è accusato di frode. La documentazione acquisita dalle procure lombarde in questi mesi è tantissima e serve per stabilire se qualcuno abbia tentato di approfittarsi della situazione, già delicatissima. Poche settimane fa, per esempio, la Finanza ha preso copia dei documenti relativi ad un'altra spesa da analizzare: quella per la fornitura dell'azienda Fippi di Rho di milioni di "mascheri(foto ANSA) ` ne-pannolino". Dispositivi che, secondo il Pirellone, avrebbero dovuto risolvere la penuria di strumenti di protezione individuale che si registrava nei mesi di marzo e aprile, ma che si sono rivelati un vero flop perché troppo scomodi da indossare. Ma non è tutto: si sono anche rivelati non idonei, poiché il tessuto lascerebbe facilmente passare il respiro, e dunque non proteggerebbe dal contagio. Il costo della commessa è stato di 8 milioni di euro e anche in questo caso si indaga per frode nelle pubbliche forniture. Ma c'è anche un'altra inchiesta che riguarda una fornitura di mascherine: quella che coinvolge l'ex presidente della Camera, Irene Pivetti e la sua azienda Only Logistics Italia, che si era impegnata a importare dalla Cina 15 milioni di prodotti. Tutti i dispositivi, però, sono finiti sotto sequestro, perché, secondo i pm, non sarebbero dotate della certificazione prevista dalle norme di legge. Un filone d'inchiesta è stato trasferito da Roma alla procura di Milano. LE TESTIMONIANZE In alcuni fascicoli ci sono state anche testimonianze eccellenti. Come quelle del premier Giuseppe Conte e dei ministri Roberto Speranza e Luciana Lamorgese sulla mancata chiusura della Val Seriana. Dall'inchiesta sui ritardi nell'istituzione della zona rossa è emerso che, probabilmente, lì il virus circolava già nel dicembre 2019. E l'epicentro dei contagi era proprio Alzano Lombardo con l'ospedale Pesenti-Fenaroli. LA FIERA E IL TRIVULZIO Nel mirino della Finanza ci sono anche potenziali sprechi di denaro, come nel caso della realizzazione di un ospedale Covid nei padiglioni dell'ex Fiera di Milano, costato circa 21 milioni di euro e costruito grazie alle donazioni dei privati. Poi c'è il fascicolo della procura di Pavia, dove vengono ipotizzati il peculato e la turbativa d'asta per la messa a punto dei test sierologici acquistati dalla Regione. Gli indagati sono 8 e sono i vertici del Policlinico San Matteo e della multinazionale Diasorin, ma l'indagine potrebbe presto allargarsi, visto che gli inquirenti puntano a stabilire se dietro all'aggiudicazione della commessa milionaria ci siano state spinte politiche, in particolare da parte della Lega. GLI ANZIANI Un capitolo a parte tra le inchieste sul Covid è occupato dalle indagini sulle Rsa, dal Pio Albergo Trivulzio alla Fondazione Don Gnocchi. Anche in questo caso nel mirino dei pm c'è la Regione Lombardia e in particolare la delibera dell'8 marzo, con la quale è stato consentito il trasferimento di persone positive al virus nelle strutture per alleggerire la pressione sugli ospedali. 1I FASCICOLI 2 3 5 La mancata zona rossa L'indagine è sulla mancata istituzione della zona rossa nella bergamasca e in particolare in Val Seriana, dove, secondo i pm, i contagi sarebbero iniziati in dicembre L'appalto per i sierologici La procura di Pavia ha iscritto 8 persone per peculato e turbativa d'asta in relazione all'accordo tra il policlinico S. Matteo e la Diasorin per la realizzazione dei test sierologici L'epidemia al Trivulzio I vertici del Pio Albergo Trivulzio sono indagati per epidemia e omicidio colposi per la diffusione del contagio e il decesso di centinaia di pazienti Mascherine pannolino Nel mirino dei pm la commessa milionaria per l'acquisto di mascherine realizzate da un'azienda che produce pannolini, rimaste inutilizzate L'ospedale in Fiera Nei giorni scorsi la Finanza ha acquisito gli atti relativi alla realizzazione di un ospedale in un padiglione della ex Fiera, costato 21 milioni e poco utilizzato

Foto: 6 giugno: la protesta dei parenti delle vittime davanti all'ospedale di Alzano