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03/10/2020

Mascherine obbligatorie anche all’aperto

La Stampa - PAOLO RUSSO

il governo studia nuove misure di sicurezza contro il rialzo dei contagi. in un solo giorno 2.584 nuovi casi. non succedeva dal 24 aprile
Il vaccino pronto entro novembre. Speranza: "Occorre ancora prudenza ma è una spinta fondamentale per andare avanti"
Saranno i primi effetti della riapertura delle scuole. Oppure il fatto che ci siamo messi a dare la caccia al virus con il record di 118 mila tamponi in un solo giorno. SERVIZI - PP. 2-3 ROMA Saranno i primi effetti della riapertura delle scuole. Oppure il fatto che ci siamo messi a dare la caccia al virus con il record di 118 mila tamponi in un solo giorno. Fatto sta che ieri i contagi sono schizzati in 24 ore da 1.851 a 2.584, pari a un più 39%. Una impennata che fa tremare i polsi a governo e governatori. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, aspetterà di capire qual è il trend nei prossimi giorni. Ma se i numeri continueranno a salire è già pronto a proporre al premier di estendere l'obbligo di mascherina anche all'aperto in tutta Italia con il prossimo dpcm, che dovrà prorogare le misure in scadenza il 7 ottobre. Altrettanto è pronto a fare Zingaretti per gli abitanti del Lazio già oggi, visto che in regione i casi erano ieri a quota 265 e l'R con t, l'indice di contagiosità a 1,09, quindi sopra la soglia di sicurezza di uno. Mentre in Campania De Luca minaccia il lockdown. Ma già prima di vedere il boom di contagi era stato Conte ad annunciare di voler andare in Parlamento a chiedere la proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio. Altrimenti già il prossimo 15 ottobre il commissario Arcuri avrebbe dovuto fare le valigie, con il rischio di restare poi impigliati nei cavilli del codice degli appalti per acquistare attrezzature sanitarie e scolastiche. Ma anche per avviare i lavori necessari a mettere in sicurezza gli oltre 5 mila posti letto di terapia intensiva tirati su in tutta fretta nei mesi bui dell'epidemia. Senza stato di emergenza si dovrebbe dire addio anche allo smart working, che in tempi normali richiede accordi con i singoli lavoratori. Passi indietro difficili da compiere mentre la curva dei contagi torna ad impennarsi come non si vedeva dal 24 aprile, quando eravamo tutti in pieno lockdown. Solo che allora piangevamo anche 420 morti in un giorno anziché 24 e i ricoverati in terapia intensiva erano 2.173, mentre gli 11 in più di ieri hanno portato a un ben più modesto totale di 291 posti letto occupati dai malati veramente gravi. Segno che il virus si è fatto più buono? No perché a spiegare gli effetti meno devastanti c'è il numero di tamponi: 118mila ieri, il doppio di quelli fatti il 24 aprile. Questo vuol dire che ora andiamo scovare anche gli asintomatici che prima circolavano liberamente facendo aumentare in modo esponenziale i contagi. Non a caso da tempo al costante aumento dei positivi non è corrisposta una altrettanto repentina crescita dell'R con t, l'indice di contagiosità che balla da oltre un mese sul filo di un contagio per ogni positivo, soglia oltre la quale iniziano ad essere guai seri. Me se siamo diventati più bravi a individuare a isolare le persone contagiose questo non significa che la situazione sia sotto controllo. A spiegarcelo è il super consulente di Speranza, Walter Ricciardi. «I dati sui contagi sono molto preoccupanti, purtroppo paghiamo adesso lo scotto della movida estiva. I giovani sono tornati a casa e dopo essersi contagiati tra loro, contagiando poi i loro familiari», spiega supportato dal dato che da luglio ad oggi da l'età media dei positivi in crescita da 29 a 41 anni. L'appello arriva anche dal virologo Burioni: «Le cose cominciano a mettersi peggio. Vi prego, state attenti, mantenete le distanze, portate le mascherine, evitate luoghi affollati al chiuso, lavatevi le mani. Il virus è lì fuori, infettivo e nocivo come nella scorsa primavera. Dipende tutto da noi». Per capire come serva coesione tra centro e periferia per gestire questa situazione basta vedere come sono andate le cose nella capitale iberica. Ieri il ministro della salute spagnolo in video conferenza con Speranza ha chiesto consigli, spiegando anche che Madrid è fuori controllo perché il governo centrale aveva chiesto il lockdown e la municipalità madrilena ha risposto picche. Da noi è invece il governatore campano De Luca a minacciare di nuovo ai suoi la chiusura generalizzata, dopo aver letto dal bollettino che il numero di casi già preoccupante è schizzato ora alle stelle, passando in sole 24 ore da 287 a 390 nuovi contagi. Numeri mai visti in regione. Così come rischia di andare fuori controllo la situazione in Veneto. Qui in un solo giorno si è passati da 155 a 445 nuovi contagi, che non si spiegano soltanto con i 61 immigrati contagiatisi nell'ex caserma Zanusso nel trevigiano, o con l'altro focolaio che ha iniziato a far scintille in un'azienda navale veneziana, dove lavorano soprattutto stranieri che vivono in comunità. Perché anche qui nella maggior parte dei casi la trasmissione del virus è avvenuta tra le mura domestiche. Dalle quali ora bisognerà essere bravi a non farlo uscire e dilagare. PA. RUS.- © RIPRODUZIONE RISERVATA
CURVE E NUMERI DELLA PANDEMIA 317.409 casi totali +2.548 (+0,8%) 6.000 5.000 4.000 3.000 2.000 1.000 -1.000 -2.000 -3.000 Marzo } Attualmente positivi Dimessi/guariti Decessi Aprile 52.647 +1.384 (+2,7%) 228.844 Attualmente positivi Maggio 35.918 +24 Giugno +1.140 Guariti Luglio Le variazioni sono rispetto al giorno precedente Ricoverati con sintomi In terapia intensiva In isolamento domiciliare L'andamento giornaliero (media mobile a 7 giorni) Deceduti Agosto 3.097 291 49.259 Settembre +50 (+1,6%) +11 (+3,9%) +1.323 Casi totali Ottobre

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I nuovi positivi solo nella giornata di ieri in Veneto, la regione più colpita d'Italia


Foto: ANSA/PAOLO SALMOIRAGO Passanti con la mascherina in galleria Vittorio Emanuele II a Milano