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13/06/2020

Mascherine fuorilegge Maxi blitz, 14 arresti

QN - La Nazione

PRATO Quattordici arresti, milioni di mascherine sequestrate, una parte di quelle consegnate non a norma sotto il profilo sanitario, una rete di produzione clandestina smantellata con almeno 90 lavoratori irregolari. C'è la società Gruppo YL, sede legale a Firenze e capannone a Prato, al centro dell'inchiesta della procura pratese che ha messo nel mirino anche i maxi contratti di fornitura dei presidi di protezione che la società aveva firmato con la Regione, tramite Estar, e la Protezione Civile, parti lese. Contratti da 3,2 e 41,8 milioni di euro, rispettivamente per 6,7 e 93 milioni di mascherine. Secondo gli accertamenti eseguiti dalla Finanza la società Gruppo YL per garantire le forniture si sarebbe avvalsa di 28 ditte individuali cinesi di Prato che in gran parte impiegavano manodopera clandestina. Non solo, l'Istituto superiore di sanità aveva espresso nei confronti della società pratese «parere non favorevole alla produzione e commercializzazione di mascherine che, nonostante questo, sarebbero poi state comunque cedute ad Estar». Ieri gli uffici regionali hanno precisato «che tutti i prodotti acquistati e distribuiti gratuitamente dall'inizio dell'emergenza sono stati testati con esito positivo dal dipartimento di chimica dell'università di Firenze». Adesso sono in corso accertamenti anche sulle forniture per la Protezione civile, ma sarebbe già emerso che parte delle mascherine «non sarebbe conforme a quanto pattuito ed ai requisiti previsti per i dispositivi medici». L'indagine, che ieri ha visto perquisizioni in 28 aziende cinesi e in tre società, è partita nel 2018. La Finanza, su disposizione della procura, ha cominciato a fare accertamenti su un imprenditore orientale che sfruttava i suoi connazionali. Nelle ultime settimane l'uomo ha creato due nuove ditte, intestate a prestanome, e si è messo a produrre mascherine per Gruppo YL. A quel punto l'indagine si è allargata e sono finiti sotto la lente della procura i contratti che lo stesso Gruppo YL ha stipulato con Estar e la Protezione civile (ma ci sono forniture anche alla grande distribuzione e alcune aziende) ed i rapporti con i subappaltatori, mai dichiarati agli enti pubblici. In molte di queste ditte venivano impiegati lavoratori clandestini, come testimoniano i 13 arresti in flagranza eseguiti ieri dai finanzieri: si tratta di altrettanti titolari delle aziende, ai quali va aggiunto l'imprenditore sotto indagine dal 2018. I reati complessivamente ipotizzati sono intermediazione illecita, sfruttamento del lavoro, favoreggiamento e sfruttamento dell'immigrazione clandestina, violazione delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro, violazioni al codice degli appalti, frode nelle pubbliche forniture e truffa ai danni dello Stato. Queste ultime due ipotesi di reato sono contestate ai fratelli Hong di Gruppo YL. Rossi in serata ha detto che la Regione valuterà se avviare un'azione legale, mentre il commissario per l'emergenza Arcuri, ringraziando come il governatore la Guardia di Finanza, ha annunciato un esposto denuncia. Leonardo Biagiotti