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24/11/2020

Mascherina gate nella rossa Ravenna per l’appalto diretto a un maroniano

La Verita' - PATRIZIA FLODER REITTER

I DANNI DEL CORONAVIRUS
Protezioni pagate il triplo alla Codice Srl di Pini, che si occupava di bevande e alimenti
Il gran commissario per l'emergenza, Domenico Arcuri, non aveva ancora stabilito il prezzo massimo di 50 centesimi per mascherina, ma a marzo l'azienda sanitaria di una Regione rossa già decideva di pagarla tre volte tanto. Il 18 di quel mese, infatti, l'Ausi Romagna affidò la fornitura di mascherine a tre veli usa e getta, per un costo unitario di 1,056 euro e una spesa complessiva di 6.336.000 euro (più Iva), a un'unica azienda di Fusignano, in provincia di Ravenna, senza bando preliminare. Si trattava della Codice Srl, società che, secondo il servizio sanitario della Regione governata da Stefano Bonaccini, aveva «comprovata esperienza nel reperire sui mercati esteri prodotti di difficile approvvigionamento, stante le sue note esperienze e professionalità maturate in anni di relazioni internazionali legate al commercio estero e a comprovate esperienze, conoscenze, idonee capacità professionali e know how tecnici e cognizioni necessarie per prestare al committente la fornitura richiesta», si legge nell'accordo sottoscritto. Non ne è affatto convinta Veronica Verlicchi, capogruppo consiliare della lista civica La Pigna a Ravenna, che il 27 marzo scorso presentò un'interrogazione per capire come mai più di 6 milioni di euro venivano dati «a una società non produttrice di mascherine». La Codice Srl «come attività principale esercita commercio all'ingrosso di bevande e alimenti in genere», spiega infatti la Verlicchi, mentre come attività secondaria indica «altre attività di consulenza imprenditoriale e altra consulenza amministrativo-gestionaie e pianificazione aziendale». La capogruppo di centrodestra, nel Comune retto dal sindaco dem Michele De Pascale, voleva capire se altre società erano state contattate e perché mai era stato concluso un accordo quadro «in soli quattro giorni», con un'azienda che non produce mascherine e «ha un capitale sociale di 10.000 euro, di cui versati solo 2.500, e un valore della produzione di 180.201 euro». La risposta dell'Ausi arrivò il 14 aprile ma a detta della Verlicchi fu insoddisfacente perché giustificò la mancanza di un bando con l'urgenza di affrontare il calo di scorte di mascherine. «Stupefacente fu quello che scrisse l'allora direttore dell'azienda sanitaria locale della Romagna, Marcello Tonini, che in risposta alle mie perplessità su un'azienda che non ha alcuna esperienza di dispositivi di protezione, dal momento che esercita altre attività, dichiarò che la Codice Srl "il giorno stesso della sottoscrizione del contratto, ha provveduto a iscriversi alla Camera di commercio per attività di commercio all'ingrosso di articoli medicali". Tutto molto rapido e sospetto», commenta Veronica Verlicchi. Da aprile, da quella prima, vaga risposta, afferma di essere ancora in attesa di sapere se tutte le mascherine siano arrivate. «E perché mai furono pagate tre volte tanto». Silenzio assordante. Ma l'aspetto più curioso dell'intera vicenda è che il consiglio d'amministrazione della Codice Srl è presieduto dall'ex deputato romagnolo Gianluca Pini, classe 1973, già segretario nazionale della Lega Nord Romagna dal 1999 al 2015. Al congresso della Lega del 2017 sostenne il candidato Gianni Fava, «asfaltato» da Matteo Salvini, lo scorso gennaio criticò apertamente la candidatura di Lucia Borgonzoni alle Regionali perché ritenuta troppo debole. Dunque la rossa Ravenna fa affari con un leghista. E ha accettato che «come richiesto dal fornitore, il pagamento del corrispettivo relativo a ogni ordine di acquisto avverrà anticipatamente». Ma nell'accordo «non c'è traccia di garanzia fideiussoria per l'ammontare del valore della fornitura», contesta la capogruppo di centrodestra. Quante mascherine sono arrivate? Mistero. L'unica certezza è che sono di produzione cinese, «con certificazione Ce», pagate tre volte tanto rispetto al prezzo di mercato. ® RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: EX DEPUTATO Gianluca Pini