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05/05/2021

Margherite e un casco per l’operaio morto sul lavoro

La Stampa - ADELIA PANTANO

LAVORO / spazio plus SP+
Margherite e un casco per l'operaio morto sul lavoro PP. 32 E 33 C'è un vaso con un mazzo di margherite e un casco blu adagiati alla rete di protezione del cantiere del futuro polo logistico di Amazon. Sono stati messi lì, ieri mattina, per ricordare Flamur Alsela, il caposquadra di 50 anni che giovedì è morto proprio al di là di quella rete. Un omaggio reso dalle sigle sindacali che si sono ritrovate lì davanti per rivendicare più sicurezza sul lavoro e per stringersi intorno alla famiglia e ai colleghi dell'ennesima vittima sul lavoro. Un presidio pacifico e silenzioso: decine le bandiere e un centinaio di persone accorse all'appello lanciato da Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil della provincia subito dopo la tragedia. Oltre alla vittima, caposquadra della Edil Emme, ditta di Brescia che opera nel cantiere, cinque persone sono rimaste ferite. L'intera squadra degli operai stava gettando la soletta del capannone quando una trave ha ceduto: i lavoratori sono precipitati nel vuoto e la vittima è rimasta schiacciata dalle lastre. Al presidio mancavano i lavoratori del cantiere. Il sito è stato sequestrato e i lavori sono fermi: la procura ha aperto un'inchiesta per la morte del caposquadra e il fascicolo è affidato al sostituto procuratore Letizia Aloisio: per ora non ci sono indagati. Tra le bandiere quella azzurra che la Uil ha dedicato alla campagna «Zero morti sul lavoro». «È il nostro slogan - dice Aldo Gregori, segretario generale Uil di Alessandria -. Lo abbiamo scritto anche sulle bandiere perché vogliamo ancora una volta ribadire l'importanza della prevenzione e della sicurezza sul posto di lavoro». Gregori sottolinea il continuo confronto con il governo anche sul tema del codice degli appalti. «Si sta discutendo su alcuni allentamenti che riguardano il codice degli appalti ma chiediamo con forza che non sia modificato, per noi sarebbe una tragedia: gli infortuni sul lavoro aumenterebbero. Difendere questa normativa significa non solo evitare le infiltrazioni mafiose negli appalti ma garantire anche una maggiore sicurezza nei posti di lavoro». A invocare l'aiuto dalle istituzioni è anche la Feneal Uil, tra le sigle sindacali che hanno promosso la manifestazione. «Ci devono aiutare. Non è più accettabile che nel momento in cui aumenta il lavoro aumentano anche gli incidenti» dice il segretario Paolo Tolu. Tra i primi ad arrivare giovedì mattina subito dopo la tragedia, sostiene anche che «non basta più indignarsi. Chiediamo la presenza delle istituzioni perché noi da soli non possiamo fare più di quello che stiamo facendo. Noi abbiamo chiesto un incontro e aspettiamo la risposta da parte del prefetto. I numeri degli incidenti e delle morti sul lavoro iniziano a spaventare: ed iniziano ad aumentare anche il numero degli incidenti che non vengono denunciati perché ci sono pochi ispettori». Solo nei primi tre mesi del 2021 si sono registrati 185 morti sul lavoro, con un lieve incremento dovuto anche alla pandemia. Alla manifestazione c'era anche una delegazione della Funzione pubblica della Cgil: «Anche noi ci uniamo alla richiesta di maggiore sicurezza per tutti i settori. La nostra categoria lo ha vissuto in questo anno dove si è aggiunto anche il Covid tra le cause di morte per il nostro personale» dice Roberta Vertolo. Secondo le statistiche, in tutto il Piemonte ci sono stati 14 morti sul lavoro tra gennaio e marzo. Numeri che non sembrano diminuire se si pensa che solo la scorsa settimana sono stati tre episodi: due nel Torinese, con un morto e un ferito, e un altro ad Asti con un operaio rimasto gravemente ferito. Toni duri arrivano da parte del segretario della Fillea Cgil, Rocco Politi: «Siamo qui oggi perché ne abbiamo le tasche piene: basta incidenti sul lavoro, basta incidenti mortali sul lavoro. Siamo indignati da questa ennesima tragedia nel mondo del lavoro e dell'edilizia. Abbiamo bisogno di un tavolo permanente, con istituzioni che ci garantiscano la tutela e la salute dei lavoratori. I lavoratori si devono sentire protetti e sicuri nel momento in cui entrano nei luoghi di lavoro e soprattutto avere la certezza di tornare dalla loro famiglie una volta finito il loro turno». - © RIPRODUZIONE RISERVATAALDO GREGORI SGERETARIO GENERALE UIL
Difendere il codice degli appalti significa garantire anche una maggiore sicurezza nei posti di lavoro ROCCO POLITI SEGRETARIO FILLEA CGIL Siamo indignati da questa ennesima tragedia nel mondo del lavoro e dell'edilizia PAOLO TOLU SEGRETARIO FENEAL UIL Non è più accettabile che nel momento in cui aumenta il lavoro aumentano anche gli incidenti

Foto: 1 1. Tante le delegazioni presenti ieri con le bandiere 2. Un mazzo di margherite e un casco blu a ricordo del caposquadra che è morto 3. Il luogo dell'infortunio fatale 4. Al cantiere sono stati messi i sigilli 2


Foto: 3 4 FOTOSERVIZIO FEDERICA CASTELLANA